Scuola Di Donato Roma

Il Blog dei genitori ed insegnanti della Scuola Di Donato, Roma.

La sprezzante risposta dell’Ufficio Scolastico Regionale… ottobre 25, 2011

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I genitori delle scuole primarie Di Donato e Baccarini dell’Istituto Comprensivo D. Manin di Roma, riuniti in assemblea, ritengono irricevibile la risposta dell’Ufficio Scolastico Regionale all’ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio a seguito del ricorso presentato dai genitori per l’annullamento dei tagli all’organico, lesivi del diritto allo studio ed in contrasto con le normative vigenti. I genitori intendono proseguire le azioni legali a tutela dei diritti dei propri figli e sono determinati a proseguire la mobilitazione a difesa della scuola pubblica ad oltranza.

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La scuola si mobilita per il tempo pieno maggio 24, 2010

di Cinzia Gubbini “Il Manifesto”
Della serie la lotta (almeno un po’) paga. Lo hanno sperimentato quei genitori e insegnanti che, a Roma, hanno dato vita alle «quattro giornate della scuola pubblica» per denunciare l’improvvisa scomparsa, seguita alla diramazione di una circolare dell’Ufficio scolastico provinciale, di 68 classi a tempo pieno già funzionanti. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e ha portato in piazza scuole e genitori (solo i più consapevoli, per la verità). Ieri l’appuntamento sotto il ministero dell’Istruzione, muniti di fischietti, pentole, coperchi e una «brigata creativa» che creava là per là stornelli su vecchi adagi popolari ma anche canzoni pop. Non è stata una mobilitazione inutile: una delegazione di 11 persone, infatti, è stata ricevuta al ministero. E al ritorno, la buona notizia: «Abbiamo parlato con il direttore generale del personale della scuola, Luciano Chiappetta, ci ha detto che il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, Giuspeppe Minichiello, non poteva fare la circolare del 20 aprile, con cui è stato stabilito che dall’anno prossimo sarebbe stata tagliata una classe a tempo pieno funzionante in 68 scuole di Roma – racconta Domenico Montuori, del Coordinamento permanente delle scuole romane – Per questo, ci ha assicurato, chiamerà i dirigenti scolastici delle 68 scuole per annunciare che quelle classi a tempo pieno verranno ripristinate. Non è tutto quello che chiediamo – dice Montuori – ma almeno questa è una buona notizia».
Non è tutto quello che chiedono le scuole di Roma perché, in realtà, il problema rimane sul piatto: in tutta Italia crescono le domande del tempo pieno. I genitori hanno bisogno di una scuola che funzioni, che possa coinvolgere i bambini fino alle 16,30 e che non sia un «parcheggio» ma una scuola di qualità, in cui i tempi di insegnamento siano distesi e in cui sia possibile solgere attività anche informali. Oggi serve una scuola pubblica che faccia di più. L’indirizzo del governo, invece, è spogliarla lentamente. La parola d’ordine è: risparmio, rosicchiare fino all’osso quello che c’è, senza aggiungere nulla. Per questo le assicurazioni di Chiappetta sono meglio che niente, ma certo sono pochissimo. Si calcola che le nuove richieste di tempo pieno che non verranno esaudite, solo a Roma, sono pari a più di 200 classi. In tutta Italia i tagli annunciati comporteranno la perdota di 800 classi a tempo pieno. In media, infatti, si prevedono 3 insegnanti in meno in ogni scuola. E le sorprese potrebbero non essere finite. Perchè i conti, quelli veri, bisognerà farli con l’organico di fatto che verrà deciso solo quando saranno stati distribuiti gli insegnanti anche anche nelle scuole superiori. A quel punto si vedrà quanto «avanza» e a chi verrà dato qualcosa di più e a chi verrà tolto definitivamente. L’anno prossimo, insomma, si annuncia ancora più duro. Tra i sindacati è polemica sulla necessità di denunciare il diasastro prima della chiusura delle scuole: i Cobas pensano che sia necessario fare qualcosa subito e per questo annunciano il blocco degli scrutini. Ma in tutta Italia sono in corso mobilitazioni. Ieri a Bologna i genitori del Coordinamento dei presidenti di circoli didattici e dei consigli di istituto si sono presentati all’università con dei cartelli con su scritto i crediti che ciascuna scuola vanta nei confronti dello Stato e sono riusciti a intercettare il dirigente dell’ufficio scolastico regionale, Limina, il quale ha risposto: «Ho fatto presente la situazione al ministero, più di tanto non posso fare», sostenendo che non gli sembra ci siano «situazioni drammatiche». A Torino domani l’appuntamento è invece alle 15,30 a piazza Castello: il Tavolo «Riprendiamoci la scuola» allestirà una vera e propria scuola per mostrare l’insostituibile patrimonio di conoscenze che si nasconde nelle nostre aule. In pratica, quello che stiamo perdendo. Il 27 e 28 maggio è la volta di Milano: verranno occupate le scuole e fatta informazione in città.

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Roma, cresce la protesta contro i tagli al tempo pieno

da Liberazione:

I genitori del Coordinamento permanente delle scuole romane, insieme ad alcuni docenti, stanno occupando l’ingresso dell’ex Provveditorato, oggi Ufficio scolastico regionale, in via Pianciani a Roma. “Nessun taglio”, e’ lo slogan scandito all’ingresso dai manifestanti che protestano contro “i tagli al tempo pieno”. “Ho una figlia che deve andare in prima il prossimo anno- dice una mamma della scuola elementare Iqbal Masiq del Casilino- non so se avra’ il tempo pieno perche’ su sei classi chieste ne hanno date quattro”.
Anche la preside dell’istituto, Simonetta Salacone, e’ presente e conferma il taglio: “I genitori- racconta- sono molto arrabbiati”. Tra le altre, ci sono anche le scuole Principe di Piemonte e Di Donato. “Ci prenderemo il tempo pieno ad ogni costo”, minacciano i genitori che per entrare hanno rotto lo sbarramento delle forze dell’ordine e ora vogliono parlare con il direttore generale Maria Maddalena Novelli.

“Finche’ non c’e’ risposta, da qui non ci si sposta”, scandiscono i genitori e gli insegnanti, oltre cento, che hanno raggiunto il terzo piano dell’Ufficio scolastico dove c’e’ la stanza del direttore Novelli. Con loro c’e’ anche ilsegretario della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo. Le mamme tengono in braccio dei bambolotti: “Simboleggiano i nostri figli- dicono-che il ministro vuole lasciare per strada. Siamo stati costretti a barricarci dentro l’Ufficio scolastico per ottenere un diritto”. Delle forbici formato gigante simboleggiano la mancanza di risorse. “Tagli scriteriati producono solo macerie”, recita uno striscione. Anche la parlamentare del Pd Maria Coscia era presente all’ingresso di via Pianciani: “Al governo- dice- chiediamo chiarezza sui dati del tempo pieno. Le famiglie aspettano risposte, il governo deve dire la verita, gli annunci del ministro non trovano riscontro nella realta’”. I genitori attendono l’incontro con il direttore generale dell’Ufficio scolastico.

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