Scuola Di Donato Roma

Il Blog dei genitori ed insegnanti della Scuola Di Donato, Roma.

Presidio MIUR 31 Maggio maggio 25, 2011

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SIT-IN della Scuola Iqbal Masih, Roma

Filed under: proteste — scuoleinpiazza @ 12:26 pm
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Scarica la locandina: Sit in Iqbal 30_5

 

La protesta dei genitori della Di Donato nei media maggio 23, 2011

Filed under: documentazione — scuoleinpiazza @ 5:57 pm
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la “protesta degli orologi”

La Repubblica

“No ai tagli sulla scuola e sul tempo pieno”. I genitori della scuola Di Donato (che fa parte del complesso Manin dove la percentuale di stranieri è altissima e l’integrazione è un successo) hanno protestato questa mattina sotto l’ex provveditorato per …

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Scuola, inglese superfluo: il ministero taglia il 78% degli insegnanti

Corriere della Sera

«DATEVI LA SVEGLIA» – Per questo, venerdì 20 maggio, è in programma una protesta dei genitori della scuola Di Donato, di via Bixio, inserita nell’istituto comprensivo Daniele Manin: mamme e papà consegnano, simbolicamente, sveglie ed orologi 

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Scuole a pezzi: Bersani rimedieremo

Il Manifesto

Orologi da tavolo, da parete, sveglie. a decine. E tutte segnavano le 16:30. L’orario in cui, in una paese normale, i genitori che lavorano – e magari, perché no, anche quelli che non lavorano – dovrebbero avere la possibilità di andare a prendere i …

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Da Roma parte la rivolta dei genitori, Sit-In e occupazioni contro i tagli

La Repubblica
No a ‘spezzatini’ e perdita di qualità”. Solo nella primaria, tra capitale e provincia, ci saranno 760 posti in meno. Secco anche il rifiuto del metodo dei tanti insegnanti per ciascuna classe, in modo da coprire le ore per riempire il tempo pieno…

 

SIT-IN genitori Di Donato 20 maggio h 9.00 Provveditorato maggio 19, 2011

SCUOLA.

ROMA, DOMANI PROTESTA GENITORI DELLA ‘DI DONATÒ “lancette non tornano indietro, nostri orologi per tempo pieno”. 

 roma, 19 mag. – Domani mattina, alle ore 9, i genitori della scuola ‘di donatò di via bixio a roma, che fa parte dell’istituto comprensivo ‘daniele manin’, consegneranno simbolicamente decine di sveglie ed orologi all’ufficio scolastico regionale per il lazio di via pianciani per protestare contro la decisione di tagliare il tempo pieno e per ribadire il ‘nò all’accorpamento tra classi. tutti gli orologi avranno le lancette sincronizzate sulle 16.30 Per ribadire il fatto che i genitori chiedono che sia garantita l’uscita a quella ora a tutte le famiglie. a fronte di una richiesta di 17 classi a tempo pieno nella primaria per l’anno scolastico 2011-12, le classi assegnate sono state in tutto 15, di cui solo 14 a tempo pieno. Un taglio drastico che comporterà l’accorpamento di due classi con la certezza di avere così ‘aule bestiamé con oltre venticinque alunni. Questa decisione é particolarmente grave perché in queste classi sono presenti bambini con disabilità e con situazioni sociali complesse. la scuola ‘di donatò ha sede nel rione esquilino, quartiere con una forte presenza di immigrati e con un elevato disagio sociale. L’enorme lavoro da parte di insegnanti, dirigenti scolastici, genitori ed abitanti del quartiere negli ultimi anni é riuscita a fare di queste difficoltà il suo punto di forza, lavorando realmente per l’integrazione. Ciò é dimostrato anche dall’aumentato numero di iscrizioni. questo successo rischia di essere ora messo in crisi dalla situazione critica che si prospetta per il prossimo anno scolastico.

 

SIT-IN MIUR aprile 19, 2011

 ANCORA TAGLI  !!!!             

PESANTISSIMI E INSOSTENIBILI

  • 50 nuove classi a tempo pieno negate;

 

  • 150 classi a tempo pieno già esistenti cancellate;

 

  • Classi a Tempo pieno ridotte a spezzatino con continuo cambio di insegnanti;

 

  • Dimezzamento degli insegnanti di sostegno per i bambini diversamente abili;

 

  • Aumento degli alunni per classe fino a 29 con mancato rispetto della normativa sulla sicurezza e sulla formazione delle classi in presenza di alunni diversamente abili che prevede 20 alunni al massimo;

 

  • Cancellazione di TUTTI gli insegnanti specialisti di Inglese;

 

  • Soppressioni di classi intermedie, con cambiamento  di insegnanti e compagni.

 

Con la continua mobilitazione,

lo scorso anno scolastico siamo riusciti a limitare i danni.

Il Ministero è stato costretto a restituire i finanziamenti per le supplenze brevi,

parte dei crediti vantati dalle scuole (residui attivi) e le classi tagliate.

 

MERCOLEDI’ 20 DALLE ORE 15 (fino a tarda sera)

SIT–IN

AL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE A VIALE TRASTEVERE

PARTECIPIAMO TUTTI, GENITORI, INSEGNANTI, CITTADINI

IN MIGLIAIA RUMOROSISSIMI

Scarica il volantino: volantino sit-in 20 aprile 2011

 

Sit-in genitori insegnanti a Roma per il tempo pieno giugno 18, 2010

Scuola.

Sit-in genitori insegnanti a Roma per il tempo pieno

18 giugno 2010
ROMA – Un sit davanti all’ufficio regionale della scuola, muniti di pupazzi e libri di Pinocchio, contro la decisione di “lasciare 50 bambini senza il tempo pieno e contro le bugie che il ministro Gelmini e la sua rappresentante regionale continuano a dichiarare sui drammatici tagli che impoveriscono la scuola pubblica”.

Cosi’ una cinquantina tra genitori e insegnanti della scuola Di Donato di Roma, quartiere Esquilino, si e’ ritrovata questa mattina alle 9.30 sotto la sede dell’ufficio scolastico: su quattro classi a tempo pieno richieste ne sono state assegnate due. La delegazione e’ stata quindi ricevuta dal direttore generale Maria Maddalena Novelli. “Ci ha detto che a meta’ luglio verra’ dato l’organico di fatto che e’ diverso da quello di diritto”, raccontano mamme e insegnati all’agenzia Dire.

L’organico di fatto e’ praticamente una aggiunta eventuale di personale che viene concessa in base a delle richieste: in questo caso per far fronte alle necessita’ di tempo pieno. “Ma le richieste sono molte, difficilmente verra’ risolto il problema” dicono ancora mamme e insegnanti, “sembra che il Comune stia pensando a dei corsi di danza per ‘coprire’ il pomeriggio fino alle 16, quasi un tappabuchi…. Comunque torneremo a meta’ luglio per farci ancora sentire”.

link: http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=36586

 

La scuola si mobilita per il tempo pieno maggio 24, 2010

di Cinzia Gubbini “Il Manifesto”
Della serie la lotta (almeno un po’) paga. Lo hanno sperimentato quei genitori e insegnanti che, a Roma, hanno dato vita alle «quattro giornate della scuola pubblica» per denunciare l’improvvisa scomparsa, seguita alla diramazione di una circolare dell’Ufficio scolastico provinciale, di 68 classi a tempo pieno già funzionanti. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e ha portato in piazza scuole e genitori (solo i più consapevoli, per la verità). Ieri l’appuntamento sotto il ministero dell’Istruzione, muniti di fischietti, pentole, coperchi e una «brigata creativa» che creava là per là stornelli su vecchi adagi popolari ma anche canzoni pop. Non è stata una mobilitazione inutile: una delegazione di 11 persone, infatti, è stata ricevuta al ministero. E al ritorno, la buona notizia: «Abbiamo parlato con il direttore generale del personale della scuola, Luciano Chiappetta, ci ha detto che il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, Giuspeppe Minichiello, non poteva fare la circolare del 20 aprile, con cui è stato stabilito che dall’anno prossimo sarebbe stata tagliata una classe a tempo pieno funzionante in 68 scuole di Roma – racconta Domenico Montuori, del Coordinamento permanente delle scuole romane – Per questo, ci ha assicurato, chiamerà i dirigenti scolastici delle 68 scuole per annunciare che quelle classi a tempo pieno verranno ripristinate. Non è tutto quello che chiediamo – dice Montuori – ma almeno questa è una buona notizia».
Non è tutto quello che chiedono le scuole di Roma perché, in realtà, il problema rimane sul piatto: in tutta Italia crescono le domande del tempo pieno. I genitori hanno bisogno di una scuola che funzioni, che possa coinvolgere i bambini fino alle 16,30 e che non sia un «parcheggio» ma una scuola di qualità, in cui i tempi di insegnamento siano distesi e in cui sia possibile solgere attività anche informali. Oggi serve una scuola pubblica che faccia di più. L’indirizzo del governo, invece, è spogliarla lentamente. La parola d’ordine è: risparmio, rosicchiare fino all’osso quello che c’è, senza aggiungere nulla. Per questo le assicurazioni di Chiappetta sono meglio che niente, ma certo sono pochissimo. Si calcola che le nuove richieste di tempo pieno che non verranno esaudite, solo a Roma, sono pari a più di 200 classi. In tutta Italia i tagli annunciati comporteranno la perdota di 800 classi a tempo pieno. In media, infatti, si prevedono 3 insegnanti in meno in ogni scuola. E le sorprese potrebbero non essere finite. Perchè i conti, quelli veri, bisognerà farli con l’organico di fatto che verrà deciso solo quando saranno stati distribuiti gli insegnanti anche anche nelle scuole superiori. A quel punto si vedrà quanto «avanza» e a chi verrà dato qualcosa di più e a chi verrà tolto definitivamente. L’anno prossimo, insomma, si annuncia ancora più duro. Tra i sindacati è polemica sulla necessità di denunciare il diasastro prima della chiusura delle scuole: i Cobas pensano che sia necessario fare qualcosa subito e per questo annunciano il blocco degli scrutini. Ma in tutta Italia sono in corso mobilitazioni. Ieri a Bologna i genitori del Coordinamento dei presidenti di circoli didattici e dei consigli di istituto si sono presentati all’università con dei cartelli con su scritto i crediti che ciascuna scuola vanta nei confronti dello Stato e sono riusciti a intercettare il dirigente dell’ufficio scolastico regionale, Limina, il quale ha risposto: «Ho fatto presente la situazione al ministero, più di tanto non posso fare», sostenendo che non gli sembra ci siano «situazioni drammatiche». A Torino domani l’appuntamento è invece alle 15,30 a piazza Castello: il Tavolo «Riprendiamoci la scuola» allestirà una vera e propria scuola per mostrare l’insostituibile patrimonio di conoscenze che si nasconde nelle nostre aule. In pratica, quello che stiamo perdendo. Il 27 e 28 maggio è la volta di Milano: verranno occupate le scuole e fatta informazione in città.

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Roma, cresce la protesta contro i tagli al tempo pieno

da Liberazione:

I genitori del Coordinamento permanente delle scuole romane, insieme ad alcuni docenti, stanno occupando l’ingresso dell’ex Provveditorato, oggi Ufficio scolastico regionale, in via Pianciani a Roma. “Nessun taglio”, e’ lo slogan scandito all’ingresso dai manifestanti che protestano contro “i tagli al tempo pieno”. “Ho una figlia che deve andare in prima il prossimo anno- dice una mamma della scuola elementare Iqbal Masiq del Casilino- non so se avra’ il tempo pieno perche’ su sei classi chieste ne hanno date quattro”.
Anche la preside dell’istituto, Simonetta Salacone, e’ presente e conferma il taglio: “I genitori- racconta- sono molto arrabbiati”. Tra le altre, ci sono anche le scuole Principe di Piemonte e Di Donato. “Ci prenderemo il tempo pieno ad ogni costo”, minacciano i genitori che per entrare hanno rotto lo sbarramento delle forze dell’ordine e ora vogliono parlare con il direttore generale Maria Maddalena Novelli.

“Finche’ non c’e’ risposta, da qui non ci si sposta”, scandiscono i genitori e gli insegnanti, oltre cento, che hanno raggiunto il terzo piano dell’Ufficio scolastico dove c’e’ la stanza del direttore Novelli. Con loro c’e’ anche ilsegretario della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo. Le mamme tengono in braccio dei bambolotti: “Simboleggiano i nostri figli- dicono-che il ministro vuole lasciare per strada. Siamo stati costretti a barricarci dentro l’Ufficio scolastico per ottenere un diritto”. Delle forbici formato gigante simboleggiano la mancanza di risorse. “Tagli scriteriati producono solo macerie”, recita uno striscione. Anche la parlamentare del Pd Maria Coscia era presente all’ingresso di via Pianciani: “Al governo- dice- chiediamo chiarezza sui dati del tempo pieno. Le famiglie aspettano risposte, il governo deve dire la verita, gli annunci del ministro non trovano riscontro nella realta’”. I genitori attendono l’incontro con il direttore generale dell’Ufficio scolastico.

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