Scuola Di Donato Roma

Il Blog dei genitori ed insegnanti della Scuola Di Donato, Roma.

Sit-in genitori insegnanti a Roma per il tempo pieno giugno 18, 2010

Scuola.

Sit-in genitori insegnanti a Roma per il tempo pieno

18 giugno 2010
ROMA – Un sit davanti all’ufficio regionale della scuola, muniti di pupazzi e libri di Pinocchio, contro la decisione di “lasciare 50 bambini senza il tempo pieno e contro le bugie che il ministro Gelmini e la sua rappresentante regionale continuano a dichiarare sui drammatici tagli che impoveriscono la scuola pubblica”.

Cosi’ una cinquantina tra genitori e insegnanti della scuola Di Donato di Roma, quartiere Esquilino, si e’ ritrovata questa mattina alle 9.30 sotto la sede dell’ufficio scolastico: su quattro classi a tempo pieno richieste ne sono state assegnate due. La delegazione e’ stata quindi ricevuta dal direttore generale Maria Maddalena Novelli. “Ci ha detto che a meta’ luglio verra’ dato l’organico di fatto che e’ diverso da quello di diritto”, raccontano mamme e insegnati all’agenzia Dire.

L’organico di fatto e’ praticamente una aggiunta eventuale di personale che viene concessa in base a delle richieste: in questo caso per far fronte alle necessita’ di tempo pieno. “Ma le richieste sono molte, difficilmente verra’ risolto il problema” dicono ancora mamme e insegnanti, “sembra che il Comune stia pensando a dei corsi di danza per ‘coprire’ il pomeriggio fino alle 16, quasi un tappabuchi…. Comunque torneremo a meta’ luglio per farci ancora sentire”.

link: http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=36586

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La Scuola NON è in festa… maggio 25, 2010

Il Video della contestazione:

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Scuola, contestato Alemanno
“Basta feste, dateci la carta igienica”

repubblica.it

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Piazza Vittorio, festa della scuola
precari e insegnanti contestano il sindaco
http://corriere.it

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SCUOLA: ALEMANNO REPLICA A CONTESTATORI,IO DIFENDO ISTRUZIONE
(ANSA) – ROMA, 26 MAG – Al grido di ‘no alla distruzione
della scuola pubblica’, ‘la scuola non e’ in festa’ e ‘dateci la
carta igienica nelle scuole’ un gruppo di docenti precari e
genitori riuniti sotto la sigla Coordinamento permanente scuole
romane ha contestato il sindaco Gianni Alemanno e l’assessore
alla scuola del Comune di Roma, Laura Marsilio, mentre
intervenivano a piazza Vittorio per la conclusione della II
edizione de ‘La scuola e’ in festa’.
Ai fischi che si levavano sempre piu’ numerosi, Alemanno ha
risposto: ”siamo impegnati a difendere la scuola romana da
eventuali riforme che il Governo potra’ fare perche’ siamo
convinti che la scuola e’ il nostro futuro”. (ANSA).

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(LZ) SCUOLA. ROMA, QUATTRO GIORNI “IN FESTA” A PIAZZA VITTORIO
(DIRE) Roma, 26 mag. – Presente, tra gli altri, anche
l’ambasciatore giapponese in Italia, Hiroyasu Ando. Alcuni
ragazzi delle scuole romane sono stati recentemente in Giappone
nell’ambito dei Viaggi della Memoria, per ripercorrere i luoghi
della distruzione dopo la bomba atomica di Hiroshima.
“La scuola non e’ in festa”, “Non c’e’ nulla da festeggiare”,
“Noi la scuola la rivogliamo”, sono pero’ gli slogan e gli
striscioni di alcuni manifestanti che hanno inveito contro
Alemanno e la sua “amministrazione scellerata”, a loro dire. “Ci
devi ascoltare” urla un signore durante il discorso del sindaco,
poi bloccato dal servizio d’ordine.
“Nonostante tutto- commenta l’assessore Marsilio- questi
giorni rappresentano un momento di festa, la volonta’ del Comune
di investire sulla qualita’ della scuola e stabilire un contatto
con le famiglie”. Famiglie che quest’anno rappresentano il tema
principale della manifestazione, che si chiudera’ sabato. “I
ragazzi sono la nuova Roma che va avanti, perche’ non esiste una
scuola valida senza le famiglie e viceversa. Difenderemo
l’istruzione anche contro le riforme difficili che il Governo
potra’ varare”, conclude Alemanno.

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PIAZZA VITTORIO, INSEGNANTI PRECARI E GENITORI CONTESTANO SINDACO
(OMNIROMA) Roma, 26 mag – Contestati questa mattina il sindaco di Roma Gianni Alemanno e l’assessore capitolino alla Scuola Laura Marsilio da circa un centinaio di insegnanti precari e studenti delle scuole comunali riuniti sotto la sigla Coordinamento permanente delle scuole di Roma. Nel corso della Festa della Scuola,
organizzata dal Comune di Roma nei giardini di piazza Vittorio, il primo cittadino e l’assessore sono stati fischiati tra le urla «dateci la carta igienica per le scuole invece di fare queste manifestazioni». «Ci impegniamo a difendere le scuole di Roma dagli eventuali tagli che potrebbero esserci a livello governativo, parlerò con il ministro Tremonti anche di questo», ha detto il sindaco, Gianni Alemanno. I manifestanti, provvisti di cartelli con scritto «scuole infestate, questa non è una festa», durante l’intervento dell’assessore Marsilio hanno srotolato uno striscione con su scritto «No alla distruzione della scuola statale». «Siamo qui per parlare della situazione imbarazzante che vivono le scuole comunali – spiega Giorgio, uno dei manifestanti – si procede solo con una politica indiscriminata fatta di tagli.
Ci sono 11 asili pronti che non vengono aperti perché non si vogliono riaprire le graduatorie dei precari, mentre alle elementari si sta verificando una
sistematica distruzione del tempo pieno. Così non si fornisce una scuola di qualità».

 

La scuola si mobilita per il tempo pieno maggio 24, 2010

di Cinzia Gubbini “Il Manifesto”
Della serie la lotta (almeno un po’) paga. Lo hanno sperimentato quei genitori e insegnanti che, a Roma, hanno dato vita alle «quattro giornate della scuola pubblica» per denunciare l’improvvisa scomparsa, seguita alla diramazione di una circolare dell’Ufficio scolastico provinciale, di 68 classi a tempo pieno già funzionanti. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e ha portato in piazza scuole e genitori (solo i più consapevoli, per la verità). Ieri l’appuntamento sotto il ministero dell’Istruzione, muniti di fischietti, pentole, coperchi e una «brigata creativa» che creava là per là stornelli su vecchi adagi popolari ma anche canzoni pop. Non è stata una mobilitazione inutile: una delegazione di 11 persone, infatti, è stata ricevuta al ministero. E al ritorno, la buona notizia: «Abbiamo parlato con il direttore generale del personale della scuola, Luciano Chiappetta, ci ha detto che il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, Giuspeppe Minichiello, non poteva fare la circolare del 20 aprile, con cui è stato stabilito che dall’anno prossimo sarebbe stata tagliata una classe a tempo pieno funzionante in 68 scuole di Roma – racconta Domenico Montuori, del Coordinamento permanente delle scuole romane – Per questo, ci ha assicurato, chiamerà i dirigenti scolastici delle 68 scuole per annunciare che quelle classi a tempo pieno verranno ripristinate. Non è tutto quello che chiediamo – dice Montuori – ma almeno questa è una buona notizia».
Non è tutto quello che chiedono le scuole di Roma perché, in realtà, il problema rimane sul piatto: in tutta Italia crescono le domande del tempo pieno. I genitori hanno bisogno di una scuola che funzioni, che possa coinvolgere i bambini fino alle 16,30 e che non sia un «parcheggio» ma una scuola di qualità, in cui i tempi di insegnamento siano distesi e in cui sia possibile solgere attività anche informali. Oggi serve una scuola pubblica che faccia di più. L’indirizzo del governo, invece, è spogliarla lentamente. La parola d’ordine è: risparmio, rosicchiare fino all’osso quello che c’è, senza aggiungere nulla. Per questo le assicurazioni di Chiappetta sono meglio che niente, ma certo sono pochissimo. Si calcola che le nuove richieste di tempo pieno che non verranno esaudite, solo a Roma, sono pari a più di 200 classi. In tutta Italia i tagli annunciati comporteranno la perdota di 800 classi a tempo pieno. In media, infatti, si prevedono 3 insegnanti in meno in ogni scuola. E le sorprese potrebbero non essere finite. Perchè i conti, quelli veri, bisognerà farli con l’organico di fatto che verrà deciso solo quando saranno stati distribuiti gli insegnanti anche anche nelle scuole superiori. A quel punto si vedrà quanto «avanza» e a chi verrà dato qualcosa di più e a chi verrà tolto definitivamente. L’anno prossimo, insomma, si annuncia ancora più duro. Tra i sindacati è polemica sulla necessità di denunciare il diasastro prima della chiusura delle scuole: i Cobas pensano che sia necessario fare qualcosa subito e per questo annunciano il blocco degli scrutini. Ma in tutta Italia sono in corso mobilitazioni. Ieri a Bologna i genitori del Coordinamento dei presidenti di circoli didattici e dei consigli di istituto si sono presentati all’università con dei cartelli con su scritto i crediti che ciascuna scuola vanta nei confronti dello Stato e sono riusciti a intercettare il dirigente dell’ufficio scolastico regionale, Limina, il quale ha risposto: «Ho fatto presente la situazione al ministero, più di tanto non posso fare», sostenendo che non gli sembra ci siano «situazioni drammatiche». A Torino domani l’appuntamento è invece alle 15,30 a piazza Castello: il Tavolo «Riprendiamoci la scuola» allestirà una vera e propria scuola per mostrare l’insostituibile patrimonio di conoscenze che si nasconde nelle nostre aule. In pratica, quello che stiamo perdendo. Il 27 e 28 maggio è la volta di Milano: verranno occupate le scuole e fatta informazione in città.

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Roma, cresce la protesta contro i tagli al tempo pieno

da Liberazione:

I genitori del Coordinamento permanente delle scuole romane, insieme ad alcuni docenti, stanno occupando l’ingresso dell’ex Provveditorato, oggi Ufficio scolastico regionale, in via Pianciani a Roma. “Nessun taglio”, e’ lo slogan scandito all’ingresso dai manifestanti che protestano contro “i tagli al tempo pieno”. “Ho una figlia che deve andare in prima il prossimo anno- dice una mamma della scuola elementare Iqbal Masiq del Casilino- non so se avra’ il tempo pieno perche’ su sei classi chieste ne hanno date quattro”.
Anche la preside dell’istituto, Simonetta Salacone, e’ presente e conferma il taglio: “I genitori- racconta- sono molto arrabbiati”. Tra le altre, ci sono anche le scuole Principe di Piemonte e Di Donato. “Ci prenderemo il tempo pieno ad ogni costo”, minacciano i genitori che per entrare hanno rotto lo sbarramento delle forze dell’ordine e ora vogliono parlare con il direttore generale Maria Maddalena Novelli.

“Finche’ non c’e’ risposta, da qui non ci si sposta”, scandiscono i genitori e gli insegnanti, oltre cento, che hanno raggiunto il terzo piano dell’Ufficio scolastico dove c’e’ la stanza del direttore Novelli. Con loro c’e’ anche ilsegretario della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo. Le mamme tengono in braccio dei bambolotti: “Simboleggiano i nostri figli- dicono-che il ministro vuole lasciare per strada. Siamo stati costretti a barricarci dentro l’Ufficio scolastico per ottenere un diritto”. Delle forbici formato gigante simboleggiano la mancanza di risorse. “Tagli scriteriati producono solo macerie”, recita uno striscione. Anche la parlamentare del Pd Maria Coscia era presente all’ingresso di via Pianciani: “Al governo- dice- chiediamo chiarezza sui dati del tempo pieno. Le famiglie aspettano risposte, il governo deve dire la verita, gli annunci del ministro non trovano riscontro nella realta’”. I genitori attendono l’incontro con il direttore generale dell’Ufficio scolastico.

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