Scuola Di Donato Roma

Il Blog dei genitori ed insegnanti della Scuola Di Donato, Roma.

Scuola elementare pubblica. La fine di un mito italiano settembre 20, 2010

da La repubblica

Un saggio racconta le colpe di un declino culturale che sancisce la fuga nelle private. Nel 1985 erano stati varati nuovi programmi che insistevano sulla didattica. Era il punto di forza dell’educazione pubblica italiana: ma ora anche l’istruzione primaria è al collasso
di BENEDETTA TOBAGI

Da quei banchi passano tutti i futuri cittadini. Difficile evitare la retorica del “pilastro della democrazia”: lo è per davvero. In più la scuola elementare conserva nell’immaginario qualcosa di romantico, dal libro Cuore in poi. Nell’Ottocento il maestro aveva un ruolo sociale definito, accanto al gendarme e al prete. A questa missione civilizzatrice e conservatrice si sovrappone, con l’avvento della Repubblica, l’icona del maestro di frontiera, possibilità di riscatto per i figli dei diseredati, schiacciato tra la Costituzione e le sperequazioni profonde di un paese arretrato, mentre le elementari restano quelle uscite dalla riforma Gentile, verticali e nozionistiche.

E oggi? Nessuno osa discutere la centralità della scuola e la sua missione educativa, tanto più in una società in piena crisi (economica, politica, di valori). Ma in cosa consista questa missione, e su come realizzarla, c’è molta confusione. Chi non ha bambini, difficilmente sa cosa succedesse dietro il portone di una scuola primaria dopo la riforma del ’90. Poi nel 2008 il governo comincia a predicare il “ritorno al passato” come panacea contro tutti i mali. Chi ha più di vent’anni è cresciuto a pane e maestro unico e può rimanere facilmente sedotto dall’effetto-nostalgia: che male c’era nel vecchio sistema? Insegnanti, genitori e dirigenti invece protestano, sono amareggiati, indignati, preoccupati (provate a scorrere le centinaia di testimonianze su Repubblica.it). Sono davvero tutti dei conservatori miopi e politicizzati? Che cosa sta succedendo, davvero, dentro la scuola pubblica dei bambini italiani?

Ci aiuta diradare le nebbie il nuovo saggio di Girolamo De Michele, La scuola è di tutti (minimum fax, pagg. 338, euro 15) “E’ necessario combattere una battaglia per le “precise parole”, per l’esattezza”, dichiara. Allora decodifica i “frames” concettuali dietro gli slogan con cui il centrodestra ha mascherato la realtà brutale dei tagli di bilancio alla scuola pubblica e analizza con scrupolo i numeri – solo apparentemente obiettivi – del Ministero e dei rapporti internazionali. Ma soprattutto, inserisce i problemi italiani nel quadro più ampio di una crisi (cioè un momento di potenziale evoluzione, non un'”emergenza”) dell’educazione in atto da decenni a livello globale.

La scuola è chiamata all’arduo compito di preparare bambini e ragazzi a muoversi in una società più complessa, fornendo, oltre alle nozioni, metodi per “imparare a imparare”, anche fuori dai banchi. Non è più affiancata nell’opera educativa da soggetti forti come parrocchia o famiglia, ma assediata da una “società diseducante” i cui modelli contraddicono valori e comportamenti che l’insegnante cerca di trasmettere. De Michele intreccia questi problemi coi dati allarmanti sull'”analfabetismo funzionale” che affligge 2/3 degli italiani, e li rende prede facilmente manipolabili nella società dell’informazione, o sulla mobilità sociale quasi inesistente per i giovani italiani. Una visione ampia, articolata, che mostra la funzione essenziale della scuola pubblica in una democrazia che voglia essere veramente tale.

In questo discorso, il caso della scuola primaria è illuminante. L’Italia, eterna pecora nera, affrontò costruttivamente la “crisi educativa”, con esiti addirittura eccellenti. Dopo decenni di confronti tra politici e specialisti di pedagogia e didattica, nell’85 la scuola elementare si dota di nuovi programmi che mettono al centro il “saper fare” accanto al conoscere, per una “progressiva costruzione delle capacità di pensiero riflessivo e critico e di una indispensabile indipendenza di giudizio”, le competenze relazionali, la capacità di ascoltarsi e stare insieme, oltre alla disciplina. Su queste basi, nel ’90 si avvia una riforma, che ha passato il vaglio della Corte dei Conti, la stagione di lacrime e sangue pre-ingresso nell’euro e un rodaggio faticoso, per regalarci una posizione di eccellenza nelle classifiche internazionali (TIMMS 2007 per la matematica e PIRLS 2006 per la lingua). Con buona pace di chi sostiene che servì solo al sindacato per moltiplicare i posti.

Cosa offriva la primaria pubblica del nuovo millennio? “Modulo” o tempo pieno, ossia due o tre maestri, specializzati in aree disciplinari diverse: ben venga un’attenzione specifica per l’area logico-matematica, in cui l’Italia è sempre indietro. Programmazione collegiale, cioè più teste che concordano la didattica e rispondono alle esigenze dei bambini: più sguardi pronti a cogliere i loro disagi come i talenti. Ore di compresenza: indispensabili per gestire la presenza di bimbi stranieri che non padroneggiano l’italiano, per il recupero di chi resta indietro, specie nelle aree più disagiate, ma anche per gite e laboratori.

Tempo scuola più lungo (da 27 a 40 ore) e più ricco: al pomeriggio non c’era più il vecchio doposcuola, merenda e compiti, ma lezioni e laboratori, cioè apprendimento attivo. Una ricchezza per i bambini, una necessità per i genitori che lavorano. A parità di maestri incompetenti e lavativi, che non mancano mai (la Gelmini parla di premi al merito, ma nessuna misura è stata varata), il sistema offre più risorse e garanzie. La primaria pre-Gelmini rispondeva alle esigenze di una società profondamente mutata con spirito democratico: molto per tutti i bambini e speciale cura per i più deboli.

Bello, no? Bene, lo stanno demolendo. Il Ministero raccomanda maestro unico, 4 ore mattutine e taglia i posti. Ma i genitori chiedono le ore e la qualità del tempo scuola lungo e i dirigenti sono chiamati all’impossibile quadratura del cerchio. Regna il caos. Classi affollate, patchwork di maestre per coprire i buchi (alla faccia del bisogno di continuità rassicurante). I maestri, sottopagati e sotto pressione, ancorché occupati, di sicuro non lavorano sereni (si parla di merito e mai di motivazione).

Lo scenario tracciato da De Michele è inquietante: c’è un disegno politico per smantellare la scuola pubblica, per foraggiare il business delle scuole private, perché l’ignoranza rende le persone più controllabili. Anche chi non condividesse questa tesi, sarà costretto a domandarsi il perché di una politica così dannosa. Non è “la solita storia”. Disperdono un patrimonio, picconano la base sana della piramide educativa. Danneggiano i bambini e le loro famiglie e la società in cui dovranno vivere, non gli “insegnanti fannulloni”. Almeno, la smettano di mentire.
(20 settembre 2010)

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SIT IN Provveditorato, 18 giugno giugno 16, 2010

VOGLIAMO IL TEMPO PIENO PER TUTTI

VENERDI’ 18 GIUGNO ALLE 9.00

SIT IN AL PROVVEDITORATO

 

Per i genitori della Scuola Di Donato, Istituto Comprensivo Manin, è arrivato il momento di DIRE BASTA! BASTA TAGLI ALLA SCUOLA! BASTA DISTRUGGERE LA SCUOLA PUBBLICA! BASTA PRENDERCI IN GIRO!

 I genitori della scuola Di Donato VOGLIONO IL TEMPO PIENO PER TUTTI!

A fronte di una richiesta di 4 classi prime a Tempo Pieno per l’anno scolastico 2010-2011, le classi assegnate alla Scuola Di Donato sono state 2 a Tempo Pieno (40 ore settimanali, 2 insegnanti) e 2 a Tempo Normale (27 ore settimanali, 1 insegnante).

            Il conseguente taglio di 2 classi a Tempo Pieno comporterà per il prossimo anno scolastico una situazione disastrosa, infatti: o la metà dei bambini che hanno richiesto il tempo pieno potranno accedere solo al tempo antimeridiano (27 ore) oppure, per rispondere alle esigenze delle famiglie, le 4 classi prime dovranno funzionare tutte per 40 ore settimanali attraverso l’utilizzo delle ore di compresenza delle insegnanti delle altre classi II, III, IV e V. A ciò si aggiunga che il drastico taglio dei finanziamenti rende impossibile la chiamata di insegnanti supplenti, e che pertanto la sempre più frequente, inaccettabile, necessità di distribuire in ordine sparso nelle altre classi i bambini sprovvisti di insegnante aggraverà una situazione che appare già in partenza al limite delle sue possibilità.

Vogliamo ricordare la particolarità del nostro Istituto che ha sede nel rione Esquilino, quartiere con una forte presenza di immigrati, e che è riuscito attraverso il grande lavoro di integrazione di insegnanti e genitori a far percepire le proprie scuole come scuole di eccellenza. Questi successi rischiano di essere messi in crisi dalla situazione che si prospetta il prossimo anno scolastico.

Chiediamo dunque che venga assegnato l’organico necessario a:

– garantire il tempo pieno a tutte le classi della scuola primaria Di Donato;

– garantire la formazione di 4 classi prime a 40 ore per l’anno scolastico 2010/2011, come espressamente richiesto dai genitori al momento delle iscrizioni.

SIAMO ANCORA IN TEMPO: LOTTIAMO PER UNA SCUOLA MIGLIORE.

 

Occupata anche la scuola di Via dell’Archeologia maggio 19, 2010

Dopo l’Iqbal Masih anche l’Istituto Comprensivo Via dell’Archeologia, Roma, Tor Bella Monaca – VIII Municipio

COMUNICATO STAMPA

I genitori e i docenti dell’Istituto Comprensivo Via dell’Archeologia, Roma, Tor Bella Monaca – VIII Municipio, sono estremamente preoccupati per l’organizzazione del tempo scuola per il prossimo anno scolastico, visto che sono state richieste 6 *classi prime *TEMPO PIENO e ne sono state assegnate 5 a Tempo Pieno e 1 a 27 ore, e l’unica classe, *classe V*, esistente a TEMPO NORMALE non ha sufficienti ore disponibili per il completamento a 30 ore.

La nostra scuola da anni è inserita nel progetto “Area a rischio”. Necessita perciò di particolare attenzione da parte delle istituzioni.

Il Tempo Pieno, è ormai richiesto dalla totalità delle famiglie e scaturisce dalla volontà dei genitori di garantire ai propri figli la continuità del modello educativo precedentemente scelto e di assicurarlo ai nuovi iscritti.

In particolare si sottolinea che il *tempo pieno*, è qualitativamente valido, perché ricco di contenuto pedagogico e didattico. E’ inoltre un tempo scuola necessario in un quartiere come Tor Bella Monaca in cui per molti l’alternativa alla scuola è la strada.

Per TEMPO PIENO si intende ciò che realmente è: alternanza di DUE docenti in orario antimeridiano e pomeridiano per lo svolgimento e approfondimento delle varie discipline. Invece alla delegazione dei genitori che è andata all’USP di Roma per perorare la causa dell’Istituto è stato proposto dal dott. Prioreschi di utilizzare le compresenze per completare l’orario necessario. Questo, però, non è più Tempo pieno, ma PARCHEGGIO di bambini fino alle ore 16,30. Infatti nelle classi prime, utilizzando le compresenze, si avrebbe l’alternanza di 5/ 6/7 insegnanti. Così come per far funzionare l’unica classe a Tempo Normale, per arrivare a coprire 30 ore, utilizzando le compresenze, più insegnanti di classi diverse si dovrebbero alternare sullo stesso gruppo classe.

Tutto ciò andrebbe a danneggiare l’intero istituto perché non si potrebbero attuare percorsi di approfondimento e/o recupero disciplinare, non si potrebbero realizzare progetti ed effettuare attività di laboratorio con un numero inferiore di alunni come è possibile, invece, con l’utilizzo della totalità delle compresenze.

QUESTO E’ TEMPO PIENO O E’ CAOS? QUESTA, E’ SCUOLA DI QUALITA’?

Ci si chiede, inoltre, come sia possibile che – dopo tutte le lotte che sono state sostenute dai genitori in questi ultimi anni per mantenere il tempo pieno, e, dopo le garanzie del Ministro Maria Stella Gelmini, di garantire il tempo scuola richiesto dalle famiglie- non possano essere concessi i tempi scuola richiesti all’atto dell’iscrizione.

A fronte di tali problematiche per ben due volte negli scorsi anni i genitori di Tor Bella Monaca, pur di non rinunciare alla opportunità del Tempo Pieno e ad una scuola di qualità, sono scesi direttamente in campo occupando la scuola e protestando civilmente.

PER GLI STESSI MOTIVI DA OGGI IL COORDINAMENTO GENITORI INSEGNANTI DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO VIA DELL’ARCHEOLOGIA PRESIDIA LA SCUOLA OCCUPANDONE GLI SPAZI

*La PREsidio**/OCCUPAZIONE*

Inizia il giorno *18 maggio* al termine delle lezioni, dalle 16,30, consentendo così il normale svolgimento delle lezioni e si protrarrà per almeno tre giorni. Durante le assemblee dei genitori a cui sono stati invitatele forze politiche e sociali del territorio, saranno individuate altre forme di lotta ed iniziative

*PER FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE*

*NON INTENDIAMO FERMARCI A QUESTA PRE/OCCUPAZIONE*

* *

Coordinamento genitori- insegnanti istituto Comprensivo Via dell’Archeologia, Roma

Contatti: 3333335410 3397377068

 

Hanno occupato l’Ufficio scolastico regionale del Lazio… maggio 17, 2010

Rassegna stampa  Protesta 17 maggio

http://www.rassegna.it/articoli/2010/05/17/62512/scuola-roma-genitori-e-sindacati-occupano-usr

http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/Page-2e4c8408-c4ee-4eb3-abdb-86b4cc525b57.html#
“Ridateci il tempo pieno”

 

17-18-19 e 20 MAGGIO A ROMA

Scarica il volantino

NO ALLA DISTRUZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA STATALE
Per l’anno scolastico 2010/2011 le richieste di classi a Tempo Pieno nella scuola primaria sono aumentate. Malgrado ciò, il Ministero dell’Istruzione e l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio hanno “tagliato” 68 classi a Tempo Pieno rispetto a quelle già
funzionanti nell’anno scolastico in corso e non soddisfatto circa 212 nuove classi a Roma e provincia.
Pertanto, sono state disattese le richieste delle famiglie che avevano optato per un modello educativo-didattico di scuola che garantisse per i propri figli la piena attuazione del diritto alla formazione e all’istruzione quale è il Tempo Pieno (40 ore, 2 insegnanti, 4 ore di compresenza).
Le famiglie, infatti, sono consapevoli che il Tempo Pieno, anche grazie ai suoi tempi distesi, rende possibile:
– una didattica che renda possibile l’insegnamento individualizzato affinché ciascuno possa operare con ritmo personale e/o si possano affrontare particolari problemi di recupero e di approfondimento;
– costruire significativi rapporti sociali e affettivi che costituiscono la base di tutto l’apprendimento;
– una reale motivazione all’apprendimento che passi attraverso attività ludiche, espressive e creative ed esperienze di tipo scientifico, nonché le visite di istruzione.
Per far funzionare tutte le classi a 40 ore settimanali si renderà necessario utilizzare le ore di compresenza delle insegnanti delle altre classi II, III, IV e V. In tal modo, gli alunni delle future
classi prime potranno avere addirittura 8 maestre anziché 2. Inoltre, le classi II, III, IV e V vedranno lo spostamento delle loro insegnanti in altre classi che, private delle 4 ore di compresenza (2 ore per
ciascuna delle 2 insegnanti), subiranno un radicale cambiamento della programmazione delle attività didattiche poiché non sarà più possibile organizzare le necessarie attività di recupero e di
ampliamento dell’offerta formativa (laboratori, teatro, uscite didattiche, ecc.).
Questa situazione oltre ad avere una pessima ricaduta su ogni bambino, colpirà in primo luogo, gli alunni in difficoltà di apprendimento nonché gli alunni diversamente abili già fortemente penalizzati
dai tagli agli insegnanti di sostegno e al personale Assistente Educativo Comunale (AEC).

PER DIRE NO ALLA CANCELLAZIONE DEL TEMPO PIENO
17-18 E 19 MAGGIO
MOBILITAZIONE E OCCUPAZIONE DELLE SCUOLE

20 MAGGIO dalle ore 17,00
PRESIDIO- ASSEMBLEA PRESSO
IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE (VIALE TRASTEVERE)

Portiamo coperchi, cucchiai di legno, fischietti, ecc. per farci sentire e
indossiamo pinne e maschera per ripescare simbolicamente la scuola che affonda!

Elenco delle scuole “tagliate” di Roma e provincia:
C.D. Ciampino II-Paola Sarro; C.D. Ardea II-Tor S. Lorenzo; C.D.- Albano I; C.D. 210 Ariccia; C.D. Anzio I; C.D.
Anzio III; I.C. Manin; I.C. Regina Margherita; C.D. 37 Mazzini; C.D. 3 Ronconi; C.D.112 De Gasperi; C.D. 145
Magnani; C.D. 94 Parini; I.C. via Perazzi; C.D. 124 Gandhi; C.D. 73 Falcone; C.D. 197; C.D. 141 San Cleto; C.D. 109
Piccinini; I.C. via Santi; I.C. via Casal Bianco; I.C. via Palombini; C.D. 77 Belli; C.D. 126 I. Masih; C.D. 82 Marconi;
C.D. 185 C: Urbani; I.C. via dell’archeologia; C.D. 87 A. Negri; C.D. 43 A. Manzoni; C.D. 27 Cagliero; I.C.
Mastroianni; I.C. via Niobe; C.D. 178 D’Antona-Biagi; C.D. 49 Principe di Piemonte; C.D. 45 Battisti; C.D. 100
Poggiali; I.C. via Pincherle; I.C. Montezemolo; C.D. 166 Gramsci; C.D. 143; C.D. 75 eur; C.D. 192; I.C. Pallavicini;
C.D. 102; C.D. 302 via Cilea; C.D. 28 Pascoli; C.D. 144 Pirandello; C.D. 194; I.C. N. Rota; C.D. 62 Franceschi; C.D.
139 Lola Di Stefano; C.D. 121 Rio De Ianeiro; C.D. 68 Girolami; I.C. via Rizzo; C.D. 84 Bajocco; C.D. 61 Evangelisti;
C.D. 5 Alfieri; I.C. via Boccea; C.D. 298 E. Morante; C.D. 119 Lambruschini; C.D. 105 Besso; C.D. 137 XXV aprile;
C.D. 297 via Trionfale; C.D. 53 Merelli; I.C. via Vibo Mariano; I.C. via Castel Seprio.
COORDINAMENTO PERMANENTE DELLE SCUOLE DI ROMA

 

Occupazione della Scuola Iqbal Masih

DA L 12 MAGGIO IL COORDINAMENTO GENITORI INSEGNANTI DELL’IQBAL MASIH PRESIDIA LA SCUOLA E CHIAMA LE ALTRE SCUOLE ROMANE AD ATTUARE FORME DI PROTESTA SIGNIFICATIVE E VISIBILI

Il presidio inizia al termine delle lezioni, dalle 16.30, consentendo così il normale svolgimento le lezioni. Durante le assemblee dei genitori, a cui abbiamo invitato politici e personalità del mondo della cultura, individueremo ulteriori forme di lotta da attuare ad oltranza.

leggi tutto: http://www.nonrubatecilfuturo.it/occupata-liqbal-masih

 

Tagli, maestro unico, precari La scuola scende in piazza marzo 6, 2009

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Tagli, maestro unico, precari
La scuola scende in piazza

di SALVO INTRAVAIA

ROMA – Sarà una conclusione di anno scolastico decisamente movimentata per la scuola italiana che scenderà in piazza a più riprese contro i provvedimenti del governo. Ad aprire un mese di marzo costellato di iniziative di protesta saranno Cgil e Cobas della scuola. Tantissime le ragioni che nelle prossime settimane porteranno in piazza migliaia di lavoratori della scuola, c’è solo l’imbarazzo della scelta: dai tagli agli organici, al maestro unico passando per il diritto di sciopero.[…]

Leggi tutto:

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-9/sciopero-marzo/sciopero-marzo.html