Scuola Di Donato Roma

Il Blog dei genitori ed insegnanti della Scuola Di Donato, Roma.

Una scuola su due è in zona a rischio sismico settembre 22, 2009

Una scuola su 2 si trova in una zona a rischio sismico, e continuano, purtroppo, a essere sempre tanti gli edifici non a norma. In 2 casi su 3 (68%) manca il certificato di agibilità statica e solo un plesso su 4 (27%) possiede la documentazione igienico-sanitaria e l’attestato di prevenzione incendi. Il sapone in bagno, poi, è un “lusso” per 6 scuole su 10. Come, pure, la pulizia: arma fondamentale per prevenire il contagio dell’influenza A, che nelle prossime settimane raggiungerà il suo culmine in Italia. E, invece, non ci si potrà contare: il 69% dei bagni non è dotato di asciugamani usa e getta, il 44% non ha la carta igienica e il 45% è privo di scopini. Palestre, bagni e corridoi, aule e mense, gli ambienti più sporchi. E a ciò si aggiunga il rischio “sovraffollamento” delle classi per via dei recenti provvedimenti di riorganizzazione della scuola varati dal Governo. Senza dimenticare, poi, le “solite” piccole, grandi mancanze rimaste pressoché irrisolte rispetto allo scorso anno. Dalla presenza di ancora troppe barriere architettoniche (una scuola su 5 ha, ancora, accessi “off limits”), alle cassette per il pronto soccorso quasi sempre inesistenti, fino ad arrivare a quel “pericolosissimo”, 12% di casi (ben 13 istituti scolastici) dove l’edificio presenta vere e proprie lesioni strutturali, su cui è bene non perdere ulteriore tempo, intervenendo per evitare ulteriori situazioni di pericolo.

Sono passati, appena, 2 giorni dall’annuncio del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini sull’arrivo, entro Natale, (con 6 mesi di ritardo) dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, che l’annuale rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza nelle scuole ci riporta con i piedi per terra, elencando, una e per una, tutte le mancanze degli edifici scolastici. E a far riflettere su quanto sia rischioso entrare in classe, arrivano, pure, gli ultimi dati Inail, sugli infortuni a professori e alunni. Nel 2008, ci sono stati ben 92.060 infortuni accorsi ai ragazzi (+1,6% rispetto al 2007) e 13.879 a docenti (+1,8 per cento). «A dicembre 2009 – ha ricordato la responsabile scuola di Cittadinanzattiva Adriana Bizzarri – scade il termine perché enti locali e regioni adeguino le scuole alla legge sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e non saranno tollerate altre proroghe».

A correre i rischi maggiori sono alunni e personale che studiano e lavorano in sedi costruite tra gli anni ‘40 e ’50 e, in tantissimi casi, specie, al Sud, che non hanno quasi niente per essere definite “scuole”, trattandosi di appartamenti, cantine, ex garage. Non sorprende, quindi, come il 27% del campione esaminato nel dossier (su un totale di 106 scuole sparse in 11 regioni) presenti uno stato di manutenzione assolutamente inadeguato. E una testimonianza “sul campo” di questa situazione è venuta proprio nei giorni scorsi dove ci sono state scuole che non hanno aperto i battenti per l’inizio del nuovo anno scolastico per problemi di agibilità.

A ciò bisogna aggiungere, pure, il cronico ritardo nell’effettuare gli interventi necessari, dovuto, principalmente, alla carenza dei fondi. Anche se il Governo, nella primavera scorso, ha affrontato il problema, stanziando per la sicurezza scolastica (ritenuta vera e propria “emergenza nazionale”) un miliardo di euro. Oltre, ai vari finanziamenti ad hoc, di volta in volta previsti, come, quelli, per esempio, messi in campo, dalle Regioni, dall’Inail e, da ultimo, quelli del piano straordinario di messa in sicurezza delle scuole, previsto dalla Finanziaria 2007 e che, a luglio, ha visto “sdoganare” l’ultima annualità: 75 milioni di euro (ma con 25 in meno rispetto a quelli originariamente previsti dalla norma).

E, ancora, nel 30% delle scuole sono assenti, in tutto o in parte, scale e uscite di sicurezza. L’ascensore, poi, funziona a singhiozzo in una scuola su 4 e c’è, ancora, il 36% di istituti che non dispone di una palestra. In più, le aule sono mediamente molto sporche, con sedie e banchi spesse volte rotti, cavi volanti e pavimenti sconnessi. Tutte situazioni monitorate nel documento di valutazione dei rischi, che è stato predisposto dal 93% degli istituti. Ma con un piccolo, grande “paradosso”, emblematico del problema sicurezza a scuola. A parte il responsabile del servizio, è conosciuto solo dal 36% di studenti e personale.

da Il Sole24ore
di Claudio Tucci
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/09/scuola-sicurezza-rapporto-cittadinanzattiva.shtml?uuid=fcf3b5a0-a367-11de-9cb7-ea7a81dfc3bd&DocRulesView=Libero
17 settembre 2009
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Genitori all’attacco della Gelmini “Fuorilegge le aule sovraffollate”

Filed under: articoli — scuoleinpiazza @ 9:40 am
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da La Repubblica
Per i vigili del fuoco massimo 26 studenti in aula, per il Miur minimo 27, e si arriva anche a 38. Proteste dei genitori

di Giuseppe Filetto

Classi e aule sovraffollate, con più di 26 alunni, qua e là anche con 32 e persino con 38. Fuorilegge. Tanto che la Provincia, proprio in queste ore ha incaricato il suo ufficio legale di studiare come affrontare le varie situazioni di illegalità. «Per capire con che tipo di provvedimento possiamo affrontare questa difficile situazione», confessa Manuela Cappello, assessore provinciale all´Istruzione.

Per l´Ufficio Prevenzione Incendi dei vigili del fuoco il decreto del Ministero dell´Interno, emanato il 26 agosto ‘92, è chiaro. Al punto 5, comma zero, sta scritto: “Il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in: 26 persone/aula”. «È un numero progettuale, ma importante dal punto di vista della sicurezza – spiega Sandro Gambelli, vice comandante provinciale dei vigili del fuoco -: serve a stabilire i parametri da rispettare, che riguardano vie di fuga, cioè porte, scale, uscite di sicurezza».

Questa normativa fa a botte però con il recente Decreto-Gelmini, che impone a presidi e direttori di formare classi prime (di nuova formazione) con un numero minimo di allievi di 27. Che mette nei guadi tantissimi istituti genovesi. Quantomeno costretti a rivedere i piani di sicurezza, precisa l´ingegnere Gambelli: «È un obbligo del dirigente scolastico, che è anche il datore di lavoro e risponde del personale alle sue dipendenze, ma anche degli studenti».

Nel secondo capoverso il punto 5, infatti, dice: “Qualora le persone effettivamente presenti siano numericamente diverse dal valore desunto dal calcolo…, l´indicazione del numero di persone deve risultare da apposita dichiarazione rilasciata sotto la responsabilità del titolare dell´attività”.

I capi di istituto, in una situazione di “illegalità”, chiamano in causa i proprietari degli edifici, cioè su Comune (per scuole materne, elementari e medie) e Provincia (superiori), pretendendo l´adeguamento. «Ci troviamo tra l´incudine e il martello – si difende Manuela Cappello – da una parte siamo pressati dalla normativa ministeriale, adottata dall´Ufficio Scolastico Provinciale, dall´altra diventiamo fuorilegge perché non riusciamo più a garantire i livelli di sicurezza dentro gli edifici».

La delicata vicenda è stata sollevata da alcuni esposti, inoltrati dai genitori, preoccupati dei loro figli, finiti in aule che ospitano perfino 35 alunni. Ma anche dai precari, rimasti senza posto proprio per l´aumento del numero di allievi per classe. Le denunce sono state inviate all´assessorato all´Istruzione della Provincia e, a quanto pare, per conoscenza pure all´Ufficio di Polizia Giudiziaria dei vigili del fuoco.

L´assessore Cappello non nasconde le preoccupazioni per una situazione che rischia di esplodere. Quantomeno, per una nuova fase, che richiederebbe diversi interventi di adeguamento delle aule con più di 26 alunni, create dal recente Decreto-Gelmini. Una vicenda che oltre ad essere presa in esame dai vigili del fuoco potrebbe interessare la Procura della Repubblica. Sempre lo stesso decreto sulla prevenzione incendi, che ieri la Provincia ha letto e riletto, sottolinea che “le porte devono avere larghezza almeno di 1,20 ed aprirsi in senso dell´esodo quando il numero massimo di persone presenti nell´aula sia superiore a 25…”.

«Se dovessimo seguire la normativa alla lettera, dovremmo chiudere le scuole – dice Dante Taccani, preside dell´alberghiero Bergese – è più razionale valutare il rischio e porre le contromisure, ma è anche vero che, quando succede un incidente, in causa è chiamato il capo d´istituto, sul quale ricade la responsabilità penale». Per garantire la sicurezza e limitare il rischio nei laboratori, al Bergese in questi giorni stanno adottando il sistema delle turnazioni.

(19 settembre 2009)
 

Scuole, la mappa del rischio. Restauri solo in una su 4 marzo 31, 2009

Filed under: articoli — scuoleinpiazza @ 12:22 pm
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di Virginia Piccolillo, 31 marzo 2009
Oltre quattromila strutture hanno dai 100 ai 200 anni. Di 6900 strutture è sconosciuta la data di costruzione.
ROMA — Meno di un edificio scolastico su quattro è stato restaurato negli ultimi vent’anni. Eppure più di duemila strutture hanno più di due secoli. E quasi altrettante hanno raggiunto i cento anni. Eccola la mappa del rischio degli edifici scolastici che è in fase di elaborazione al ministero dell’Istruzione. Il Corriere della Sera è in grado di anticiparne i dati. Parlano da soli.[…]

Leggi tutto: articolo_corriere_rischio_scuole

 

da CittadinanzaAttiva: i tagli della Gelmini sui fondi per la Sicurezza degli Edifici novembre 26, 2008

Filed under: commenti — scuoleinpiazza @ 8:30 am
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Cittadinanzattiva su decreto Gelmini: tagliati i fondi per la sicurezza degli edifici, un pessimo modo di onorare le vittime di San Giuliano. Il 25 novembre in diecimila scuole la VI Giornata nazionale della sicurezza scolastica

Roma, 30 ottobre 2008

“Al peggio non c’è mai fine: la riforma Gelmini taglia anche i fondi per la sicurezza delle scuole”. La denuncia viene da Cittadinanzattiva che oggi aderisce alla protesta contro la riforma Gelmini “perché contraddittoria ed autoritaria” spiega Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva.

“In più scopriamo che la stessa taglia i fondi per la sicurezza delle scuole – e questo è davvero un pessimo modo di onorare le vittime di San Giuliano di Puglia, di cui domani ricorre il sesto anniversario. Un taglio del 50% e che prevede risorse solo per quest’anno.

Una decisione davvero grave”. All’interno del Decreto Gelmini, all’articolo 7 bis, è scritto che al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici previsto dalla legge 289/2002 (successiva al crollo della scuola di San Giuliano, ndr) e successive modifiche, è destinato un importo non inferiore al 5% delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è ricompreso. “Prima dell’approvazione del decreto Gelmini, il Piano prevedeva un importo non inferiore al 10%, spiega Adriana Bizzarri, responsabile Scuola di Cittadinanzattiva. “Dunque, anche qui un taglio netto, del cinquanta per cento, alle risorse destinate alle scuole a rischio sismico. Come non bastasse, è stata eliminata la clausola che tale finanziamento fosse garantito fino al completo esaurimento del piano straordinario: quindi l’intervento è garantito solo per questo anno. Aver previsto, al comma 5 dell’articolo citato che saranno messi in sicurezza 100 edifici scolastici con particolari criticità sotto il profilo della sicurezza sismica, ci sembra uno sforzo assolutamente irrisorio rispetto alla gravità della situazione. In 6 anni solo 1.600 sono stati gli edifici messi insicurezza sui 14.700 situati in zone sismiche. E ora si tagliano le poche risorse a disposizione. Siamo allo sfacelo”, continua la Bizzarri.

Cittadinanzattiva chiede al Governo che:

1. provveda al ripristino delle risorse irresponsabilmente eliminate con l’articolo 7bis;

2. reintroduca la possibilità per i Comuni, destinatari dei fondi, di derogare ai limiti imposti dal Patto di stabilità per non creare la situazione assurda che una volta arrivati i soldi per le scuole, come è già accaduto, non si possano spendere;

3. faccia conoscere quanto prima le 100 scuole destinatarie del “fondo speciale “ e dia la possibilità, a chi da anni è impegnato su questo fronte come Cittadinanzattiva, di poterne indicare alcune tra quelle maggiormente a rischio.

“Questo a nostro parere sarebbe il modo migliore di onorare la memoria delle vittime di S. Giuliano e delle loro famiglie”, conclude Bizzarri.

Cittadinanzattiva da anni denuncia l’insicurezza delle nostre scuole nei suoi Rapporti annuali (scaricabili dal sito http://www.cittadinanzattiva.it) e per il sesto anno promuove la Giornata nazionale della sicurezza scolastica, che si terrà il 25 novembre in diecimila scuole.

http://www.cittadinanzattiva.it