Scuola Di Donato Roma

Il Blog dei genitori ed insegnanti della Scuola Di Donato, Roma.

VINTO IL RICORSO AL TAR!!! settembre 30, 2011

Filed under: proteste — scuoleinpiazza @ 1:18 pm
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Grande soddisfazione per i genitori dell’IC Manin (Scuole Di Donato e Baccarini) e per le avv. Simona Censi e Cristina Maltese.


ACCOLTO IL RICORSO!


IL TAR HA APPROVATO LA RICHIESTA DI SOSPENSIVA relativamente a:


– insegnante in più alle elementari
– insegnanti di sostegno
– insegnante di inglese (ravvisando in questo caso l’interruzione di pubblico servizio)

Ma non basta:
Il TAR ha fissato in VENTI GIORNI il termine entro il quale l’Ufficio Scolastico deve adeguarsi alla sua decisione.

http://www.libero-news.it/news/834653/Scuola-Roma-Tar-accoglie-ricorso-genitori-Di-Donato-contro-tagli-insegnanti.html

Repubblica_Roma

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Scuola elementare pubblica. La fine di un mito italiano settembre 20, 2010

da La repubblica

Un saggio racconta le colpe di un declino culturale che sancisce la fuga nelle private. Nel 1985 erano stati varati nuovi programmi che insistevano sulla didattica. Era il punto di forza dell’educazione pubblica italiana: ma ora anche l’istruzione primaria è al collasso
di BENEDETTA TOBAGI

Da quei banchi passano tutti i futuri cittadini. Difficile evitare la retorica del “pilastro della democrazia”: lo è per davvero. In più la scuola elementare conserva nell’immaginario qualcosa di romantico, dal libro Cuore in poi. Nell’Ottocento il maestro aveva un ruolo sociale definito, accanto al gendarme e al prete. A questa missione civilizzatrice e conservatrice si sovrappone, con l’avvento della Repubblica, l’icona del maestro di frontiera, possibilità di riscatto per i figli dei diseredati, schiacciato tra la Costituzione e le sperequazioni profonde di un paese arretrato, mentre le elementari restano quelle uscite dalla riforma Gentile, verticali e nozionistiche.

E oggi? Nessuno osa discutere la centralità della scuola e la sua missione educativa, tanto più in una società in piena crisi (economica, politica, di valori). Ma in cosa consista questa missione, e su come realizzarla, c’è molta confusione. Chi non ha bambini, difficilmente sa cosa succedesse dietro il portone di una scuola primaria dopo la riforma del ’90. Poi nel 2008 il governo comincia a predicare il “ritorno al passato” come panacea contro tutti i mali. Chi ha più di vent’anni è cresciuto a pane e maestro unico e può rimanere facilmente sedotto dall’effetto-nostalgia: che male c’era nel vecchio sistema? Insegnanti, genitori e dirigenti invece protestano, sono amareggiati, indignati, preoccupati (provate a scorrere le centinaia di testimonianze su Repubblica.it). Sono davvero tutti dei conservatori miopi e politicizzati? Che cosa sta succedendo, davvero, dentro la scuola pubblica dei bambini italiani?

Ci aiuta diradare le nebbie il nuovo saggio di Girolamo De Michele, La scuola è di tutti (minimum fax, pagg. 338, euro 15) “E’ necessario combattere una battaglia per le “precise parole”, per l’esattezza”, dichiara. Allora decodifica i “frames” concettuali dietro gli slogan con cui il centrodestra ha mascherato la realtà brutale dei tagli di bilancio alla scuola pubblica e analizza con scrupolo i numeri – solo apparentemente obiettivi – del Ministero e dei rapporti internazionali. Ma soprattutto, inserisce i problemi italiani nel quadro più ampio di una crisi (cioè un momento di potenziale evoluzione, non un'”emergenza”) dell’educazione in atto da decenni a livello globale.

La scuola è chiamata all’arduo compito di preparare bambini e ragazzi a muoversi in una società più complessa, fornendo, oltre alle nozioni, metodi per “imparare a imparare”, anche fuori dai banchi. Non è più affiancata nell’opera educativa da soggetti forti come parrocchia o famiglia, ma assediata da una “società diseducante” i cui modelli contraddicono valori e comportamenti che l’insegnante cerca di trasmettere. De Michele intreccia questi problemi coi dati allarmanti sull'”analfabetismo funzionale” che affligge 2/3 degli italiani, e li rende prede facilmente manipolabili nella società dell’informazione, o sulla mobilità sociale quasi inesistente per i giovani italiani. Una visione ampia, articolata, che mostra la funzione essenziale della scuola pubblica in una democrazia che voglia essere veramente tale.

In questo discorso, il caso della scuola primaria è illuminante. L’Italia, eterna pecora nera, affrontò costruttivamente la “crisi educativa”, con esiti addirittura eccellenti. Dopo decenni di confronti tra politici e specialisti di pedagogia e didattica, nell’85 la scuola elementare si dota di nuovi programmi che mettono al centro il “saper fare” accanto al conoscere, per una “progressiva costruzione delle capacità di pensiero riflessivo e critico e di una indispensabile indipendenza di giudizio”, le competenze relazionali, la capacità di ascoltarsi e stare insieme, oltre alla disciplina. Su queste basi, nel ’90 si avvia una riforma, che ha passato il vaglio della Corte dei Conti, la stagione di lacrime e sangue pre-ingresso nell’euro e un rodaggio faticoso, per regalarci una posizione di eccellenza nelle classifiche internazionali (TIMMS 2007 per la matematica e PIRLS 2006 per la lingua). Con buona pace di chi sostiene che servì solo al sindacato per moltiplicare i posti.

Cosa offriva la primaria pubblica del nuovo millennio? “Modulo” o tempo pieno, ossia due o tre maestri, specializzati in aree disciplinari diverse: ben venga un’attenzione specifica per l’area logico-matematica, in cui l’Italia è sempre indietro. Programmazione collegiale, cioè più teste che concordano la didattica e rispondono alle esigenze dei bambini: più sguardi pronti a cogliere i loro disagi come i talenti. Ore di compresenza: indispensabili per gestire la presenza di bimbi stranieri che non padroneggiano l’italiano, per il recupero di chi resta indietro, specie nelle aree più disagiate, ma anche per gite e laboratori.

Tempo scuola più lungo (da 27 a 40 ore) e più ricco: al pomeriggio non c’era più il vecchio doposcuola, merenda e compiti, ma lezioni e laboratori, cioè apprendimento attivo. Una ricchezza per i bambini, una necessità per i genitori che lavorano. A parità di maestri incompetenti e lavativi, che non mancano mai (la Gelmini parla di premi al merito, ma nessuna misura è stata varata), il sistema offre più risorse e garanzie. La primaria pre-Gelmini rispondeva alle esigenze di una società profondamente mutata con spirito democratico: molto per tutti i bambini e speciale cura per i più deboli.

Bello, no? Bene, lo stanno demolendo. Il Ministero raccomanda maestro unico, 4 ore mattutine e taglia i posti. Ma i genitori chiedono le ore e la qualità del tempo scuola lungo e i dirigenti sono chiamati all’impossibile quadratura del cerchio. Regna il caos. Classi affollate, patchwork di maestre per coprire i buchi (alla faccia del bisogno di continuità rassicurante). I maestri, sottopagati e sotto pressione, ancorché occupati, di sicuro non lavorano sereni (si parla di merito e mai di motivazione).

Lo scenario tracciato da De Michele è inquietante: c’è un disegno politico per smantellare la scuola pubblica, per foraggiare il business delle scuole private, perché l’ignoranza rende le persone più controllabili. Anche chi non condividesse questa tesi, sarà costretto a domandarsi il perché di una politica così dannosa. Non è “la solita storia”. Disperdono un patrimonio, picconano la base sana della piramide educativa. Danneggiano i bambini e le loro famiglie e la società in cui dovranno vivere, non gli “insegnanti fannulloni”. Almeno, la smettano di mentire.
(20 settembre 2010)

 

Sit-in genitori insegnanti a Roma per il tempo pieno giugno 18, 2010

Scuola.

Sit-in genitori insegnanti a Roma per il tempo pieno

18 giugno 2010
ROMA – Un sit davanti all’ufficio regionale della scuola, muniti di pupazzi e libri di Pinocchio, contro la decisione di “lasciare 50 bambini senza il tempo pieno e contro le bugie che il ministro Gelmini e la sua rappresentante regionale continuano a dichiarare sui drammatici tagli che impoveriscono la scuola pubblica”.

Cosi’ una cinquantina tra genitori e insegnanti della scuola Di Donato di Roma, quartiere Esquilino, si e’ ritrovata questa mattina alle 9.30 sotto la sede dell’ufficio scolastico: su quattro classi a tempo pieno richieste ne sono state assegnate due. La delegazione e’ stata quindi ricevuta dal direttore generale Maria Maddalena Novelli. “Ci ha detto che a meta’ luglio verra’ dato l’organico di fatto che e’ diverso da quello di diritto”, raccontano mamme e insegnati all’agenzia Dire.

L’organico di fatto e’ praticamente una aggiunta eventuale di personale che viene concessa in base a delle richieste: in questo caso per far fronte alle necessita’ di tempo pieno. “Ma le richieste sono molte, difficilmente verra’ risolto il problema” dicono ancora mamme e insegnanti, “sembra che il Comune stia pensando a dei corsi di danza per ‘coprire’ il pomeriggio fino alle 16, quasi un tappabuchi…. Comunque torneremo a meta’ luglio per farci ancora sentire”.

link: http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=36586

 

SIT IN Provveditorato, 18 giugno giugno 16, 2010

VOGLIAMO IL TEMPO PIENO PER TUTTI

VENERDI’ 18 GIUGNO ALLE 9.00

SIT IN AL PROVVEDITORATO

 

Per i genitori della Scuola Di Donato, Istituto Comprensivo Manin, è arrivato il momento di DIRE BASTA! BASTA TAGLI ALLA SCUOLA! BASTA DISTRUGGERE LA SCUOLA PUBBLICA! BASTA PRENDERCI IN GIRO!

 I genitori della scuola Di Donato VOGLIONO IL TEMPO PIENO PER TUTTI!

A fronte di una richiesta di 4 classi prime a Tempo Pieno per l’anno scolastico 2010-2011, le classi assegnate alla Scuola Di Donato sono state 2 a Tempo Pieno (40 ore settimanali, 2 insegnanti) e 2 a Tempo Normale (27 ore settimanali, 1 insegnante).

            Il conseguente taglio di 2 classi a Tempo Pieno comporterà per il prossimo anno scolastico una situazione disastrosa, infatti: o la metà dei bambini che hanno richiesto il tempo pieno potranno accedere solo al tempo antimeridiano (27 ore) oppure, per rispondere alle esigenze delle famiglie, le 4 classi prime dovranno funzionare tutte per 40 ore settimanali attraverso l’utilizzo delle ore di compresenza delle insegnanti delle altre classi II, III, IV e V. A ciò si aggiunga che il drastico taglio dei finanziamenti rende impossibile la chiamata di insegnanti supplenti, e che pertanto la sempre più frequente, inaccettabile, necessità di distribuire in ordine sparso nelle altre classi i bambini sprovvisti di insegnante aggraverà una situazione che appare già in partenza al limite delle sue possibilità.

Vogliamo ricordare la particolarità del nostro Istituto che ha sede nel rione Esquilino, quartiere con una forte presenza di immigrati, e che è riuscito attraverso il grande lavoro di integrazione di insegnanti e genitori a far percepire le proprie scuole come scuole di eccellenza. Questi successi rischiano di essere messi in crisi dalla situazione che si prospetta il prossimo anno scolastico.

Chiediamo dunque che venga assegnato l’organico necessario a:

– garantire il tempo pieno a tutte le classi della scuola primaria Di Donato;

– garantire la formazione di 4 classi prime a 40 ore per l’anno scolastico 2010/2011, come espressamente richiesto dai genitori al momento delle iscrizioni.

SIAMO ANCORA IN TEMPO: LOTTIAMO PER UNA SCUOLA MIGLIORE.

 

20 maggio – IMPORTANTE maggio 19, 2010

20 MAGGIO dalle ore 17,00

PRESIDIO – ASSEMBLEA presso

IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE 


Resosocnto del SIT-IN:

Resoconto di una piccola GRANDE VITTORIA

Oggi 20 maggio 2010 si chiudono le “4 Giornate di Roma” con il Presidio-Assemblea a partire dalle ore 17.00 davanti al MIUR. Sono presenti tutte le anime del Coordinamento Permanente delle Scuole di Roma e, visto il numero dei presenti ( circa 500), viene bloccato Viale Trastevere per tutto il tratto antistante al Ministero. Si chiede di essere ricevuti da un rappresentante autorevole del Ministero e il dr. Luciano Chiappetta (Dirigente Generale per il Personale Scolastico) dà la sua disponibilità all’incontro. Una delegazione composta da 11 rappresentanti partecipa all’incontro.

L’incontro si apre con un doveroso giro di presentazioni e registrazione delle persone presenti perché  il Dirigente dovrà presentare una relazione all’Ufficio di Gabinetto del Ministro, per tutte  le istanza presentate.

Si comincia a parlare del taglio al Tempo Pieno e, fatti i dovuti distinguo circa le classi effettivamente tagliate (68 nella sola provincia di Roma) e quelle di nuova richiesta non attivate, il dr. Chiappetta ammette pubblicamente che l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio ed il sottoposto Ufficio Territoriale di Roma hanno fatto un ERRORE (poi indicato come “incidente di percorso”) nel tagliare classi consolidate a tempo pieno. A fronte di tale ABUSO, come identificato dalla delegazione, il dr. Chiappetta si è impegnato a  contattare tutti i Dirigenti Scolastici delle Istituzioni che hanno subito la riduzioni di classi a tempo pieno, per informarli ufficialmente che tali classi saranno RIPRISTINATE nell’organico di fatto. A fronte di una precisa richiesta di “correzione” dell’organico di diritto alterato dall’ “errore” effettuato dal USR, il dr. Chiappetta  ha dichiarato che tale cosa è impossibile, perché non consentita dalla norma, ma che ciò non altera la sostanza per il futuro poiché le valutazioni di budget vengono sempre ed esclusivamente fatte a fronte dei consuntivi ovvero sulle spese effettivamente sostenute durante l’anno (quindi sull’organico di fatto!!).

Si è inoltre affrontato l’argomento dei docenti di sostegno: il Dirigente, citando le ultime sentenze della Corte Costituzionale e del  Consiglio di Stato, ha garantito che le stesse saranno rispettate.

Si è sollevato il problema del sovraffollamento di alunni nelle classi, della sicurezza e dell’edilizia scolastica. Il dr. Chiappetta ha ribadito che tali problemi sono regolati da specifiche leggi delle Stato che devono essere tenute in debita considerazioni dagli Uffici Scolastici Regionali nel momento in cui si definisce l’organico. Ciascuna scuola dovrebbe avere la mappa, certificata dalle ASL, del numero massimo di alunni in funzione delle specifiche condizioni esistenti.

NON MOLLIAMO FINCHE’ NON SARANNO SODDISFATTE TUTTE LE RICHIESTE DI TEMPO PIENO E NON SOLTANTO LE 68 CLASSI “TAGLIATE”

Per quanto riguarda la “riforma” delle scuole Secondarie di II grado è stata evidenziata la preoccupante situazione che si sta determinando nelle istituzioni scolastiche per la consistenza dei tagli preannunciati. La forte contrazione è infatti dovuta all’applicazione della “riforma” nelle prime classi, ma anche all’abbassamento del numero di ore settimanali di lezione  nelle classi successive alle prime.

Di tutti gli ordini e gradi di scuole le superiori perdono percentualmente il maggior numero di posti: 13.750 a livello nazionale, 1069 nel Lazio, 700 a Roma e provincia ( cioè quasi 3 docenti ad istituzione scolastica). Alla già grave situazione di quest’anno si aggiungono i 120 posti in più tagliati l’anno scorso alle superiori per una scelta dell’amministrazione regionale, mentre risultano essere stati accantonati 100 posti  la  cui ripartizione in organico di fatto non è ancora chiara.

Tale situazione sta  determinando il proliferare di progetti “anomali” nel tentativo spasmodico di docenti e dirigenti di recuperare quanti più posti possibili.  Il dirigente ha informato che, nella prossima settimana, 100 funzionari a livello nazionale, saranno coinvolti dal Ministero per definire delle linee guida a riguardo. Accanto a questo si è sottolineata la necessità di limitare l’assegnazione di cattedre superiori alle 18 ore. Il dr. Chiappetta ha dichiarato che la CM n37 quest’anno lascia la possibilità di formare cattedre anche a 17, 16 e 15 ore che lasciano molti spezzoni a disposizione. A questo proposito è stato però ribadito dalla delegazione che il  problema continuerà a persistere in quanto i docenti di ruolo possono acquisire spezzoni sino a 24 ore, mentre sarebbe necessario, per impedire l’ulteriore perdita di posti, che gli spezzoni fossero gestiti direttamente dall’USP ( ora denominato Ufficio Territoriale della direzione scolastica regionale ).

Alle richieste di non assegnare gli spezzoni a disposizione ai docenti “di ruolo” il dirigente ha risposto che ciò non è possibile perché esistono vincoli che derivano sia dal Contratto collettivo nazionale, che prevede la possibilità di accettare spezzoni sino alle 24 ore, sia dalla finanziaria, che impone una politica scolastica finalizzata al risparmio. Il dottor Chiappetta ha anche precisato che a suo parere non potranno essere recuperati quei 120 posti  che l’anno scorso sono stati tagliati oltre le quote stabilite .

Concluso l’incontro, la delegazione ha rendicontato ai partecipanti al sit-in quanto discusso e si è ricordato l’appuntamento per la prossima Assemblea del Coordinamento il 25/05 alle ore 17.00 all’ITIS Galilei di Via Conte Verde, 51 (fermata metro A  – Manzoni).

COORDINAMENTO PERMANENTE DELLE SCUOLE DI ROMA

Scarica il Documento

 

Occupata anche la scuola di Via dell’Archeologia

Dopo l’Iqbal Masih anche l’Istituto Comprensivo Via dell’Archeologia, Roma, Tor Bella Monaca – VIII Municipio

COMUNICATO STAMPA

I genitori e i docenti dell’Istituto Comprensivo Via dell’Archeologia, Roma, Tor Bella Monaca – VIII Municipio, sono estremamente preoccupati per l’organizzazione del tempo scuola per il prossimo anno scolastico, visto che sono state richieste 6 *classi prime *TEMPO PIENO e ne sono state assegnate 5 a Tempo Pieno e 1 a 27 ore, e l’unica classe, *classe V*, esistente a TEMPO NORMALE non ha sufficienti ore disponibili per il completamento a 30 ore.

La nostra scuola da anni è inserita nel progetto “Area a rischio”. Necessita perciò di particolare attenzione da parte delle istituzioni.

Il Tempo Pieno, è ormai richiesto dalla totalità delle famiglie e scaturisce dalla volontà dei genitori di garantire ai propri figli la continuità del modello educativo precedentemente scelto e di assicurarlo ai nuovi iscritti.

In particolare si sottolinea che il *tempo pieno*, è qualitativamente valido, perché ricco di contenuto pedagogico e didattico. E’ inoltre un tempo scuola necessario in un quartiere come Tor Bella Monaca in cui per molti l’alternativa alla scuola è la strada.

Per TEMPO PIENO si intende ciò che realmente è: alternanza di DUE docenti in orario antimeridiano e pomeridiano per lo svolgimento e approfondimento delle varie discipline. Invece alla delegazione dei genitori che è andata all’USP di Roma per perorare la causa dell’Istituto è stato proposto dal dott. Prioreschi di utilizzare le compresenze per completare l’orario necessario. Questo, però, non è più Tempo pieno, ma PARCHEGGIO di bambini fino alle ore 16,30. Infatti nelle classi prime, utilizzando le compresenze, si avrebbe l’alternanza di 5/ 6/7 insegnanti. Così come per far funzionare l’unica classe a Tempo Normale, per arrivare a coprire 30 ore, utilizzando le compresenze, più insegnanti di classi diverse si dovrebbero alternare sullo stesso gruppo classe.

Tutto ciò andrebbe a danneggiare l’intero istituto perché non si potrebbero attuare percorsi di approfondimento e/o recupero disciplinare, non si potrebbero realizzare progetti ed effettuare attività di laboratorio con un numero inferiore di alunni come è possibile, invece, con l’utilizzo della totalità delle compresenze.

QUESTO E’ TEMPO PIENO O E’ CAOS? QUESTA, E’ SCUOLA DI QUALITA’?

Ci si chiede, inoltre, come sia possibile che – dopo tutte le lotte che sono state sostenute dai genitori in questi ultimi anni per mantenere il tempo pieno, e, dopo le garanzie del Ministro Maria Stella Gelmini, di garantire il tempo scuola richiesto dalle famiglie- non possano essere concessi i tempi scuola richiesti all’atto dell’iscrizione.

A fronte di tali problematiche per ben due volte negli scorsi anni i genitori di Tor Bella Monaca, pur di non rinunciare alla opportunità del Tempo Pieno e ad una scuola di qualità, sono scesi direttamente in campo occupando la scuola e protestando civilmente.

PER GLI STESSI MOTIVI DA OGGI IL COORDINAMENTO GENITORI INSEGNANTI DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO VIA DELL’ARCHEOLOGIA PRESIDIA LA SCUOLA OCCUPANDONE GLI SPAZI

*La PREsidio**/OCCUPAZIONE*

Inizia il giorno *18 maggio* al termine delle lezioni, dalle 16,30, consentendo così il normale svolgimento delle lezioni e si protrarrà per almeno tre giorni. Durante le assemblee dei genitori a cui sono stati invitatele forze politiche e sociali del territorio, saranno individuate altre forme di lotta ed iniziative

*PER FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE*

*NON INTENDIAMO FERMARCI A QUESTA PRE/OCCUPAZIONE*

* *

Coordinamento genitori- insegnanti istituto Comprensivo Via dell’Archeologia, Roma

Contatti: 3333335410 3397377068

 

Video della Manifestazione del 21 Marzo, Roma marzo 30, 2009

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http://www.youtube.com/watch?v=IUXSEWNIgq8