Scuola Di Donato Roma

Il Blog dei genitori ed insegnanti della Scuola Di Donato, Roma.

Bentornati a Scuola! settembre 30, 2010

La festa è stata bellissima, c’è stata tanta partecipazione: sono venute sia persone che solitamente frequentano la scuola, sia persone di altri quartieri riuscendo nell’intento di aprire la scuola alla città diffondendo il messaggio d’integrazione e multicultura che la F. Di Donato vive quotidianamente.
Passeggiando nell’ampio cortile, si poteva curiosare tra oggetti di artigianato, abiti usati e oggetti nuovi, tra tanti colori e suoni divertenti.
Nella zona del cibo, involtini primavera, lasagne al formo, samosa e tè alla cannella hanno sparso nell’aria odori speciali che avevano il profumo della convivenza tra popoli.
La giornata si è conclusa con tutti noi che ballavamo al ritmo del samba-reggae guidati dalla dolce Marcia!
La bandiera del “clandestino day” ci ha fatto compagnia ricordandoci che l’uguaglianza, i diritti e il rispetto sono dei beni preziosi che appartengono a tutti noi.

Un abbraccio,

mg

Vedi l’articolo sul settimanale Carta: Estratto da cartaonline

http://www.carta.org/

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Assemblea Nazionale Unitaria settembre 23, 2010

SI INVITANO TUTTI

(insegnanti, studenti, genitori, cittadini, coordinamenti scuola di tutte le città)

A PARTECIPARE ALLA

ASSEMBLEA NAZIONALE UNITARIA

DI TUTTE LE COMPONENTI DELLA SCUOLA

che si terrà il

26 SETTEMBRE ORE 10.00 A ROMA

ALL’EX CINE-TEATRO VOLTURNO DI VIA VOLTURNO, 37

(nei pressi della STAZIONE TERMINI)

indetta dal Presidio dei Precari di Piazza Montecitorio

come richiesto da Giacomo e Caterina, i due insegnanti precari che durante il presidio di Montecitorio in difesa della scuola pubblica sono stati in sciopero della fame

ODG
- Piattaforma di lotta
- Scadenze e forme di mobilitazione
- Data prossima assemblea nazionale

Programma:

10.00-13.30 Accoglienza e presentazione proposte relative all’odg

13.30-14.30 Pausa

14.30-18.30 Sintesi delle proposte a cura della presidenza;

Discussione sulle proposte e sintesi finale

________________________

Il Coordinamento scuole secondarie invita a ripartire da quanto fin qui espresso dal Coordinamento Permanente scuole di Roma:

–          Ritiro e cancellazione dei tagli previsti dall’art. 64 della L.133/08;

–          Investimenti in base alla necessità delle scuole;

–          Ritiro e cancellazione dell’art. 71 della L. 133/08;

–          Ritiro della L. 169/08 (maestro unico);

–          Ritiro e cancellazione della L. 62/2000 (legge di parità);

–          Ritiro della cosiddetta riforma delle superiori;

–          Classi max di 25 alunni e 20 con H (sicurezza e didattica);

–          Nomina in ruolo dei precari, docenti e ata, su tutti i posti vacanti e disponibili;

–          Organico ata in base alle esigenze reali (alunni e personale da amministrare, aule, palestre, spazi    interni e esterni, laboratori, ecc,);

–          Chiamata del supplente fin dal primo giorno di assenza del titolare

–          Diritto all’insegnante di sostegno per gli alunni H per l’intero orario (vedi sentenze C.C., TAR, ecc);

–          Organico necessario per il soddisfacimento di tutte le richieste di tempo pieno;

–          Messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici;

–          Pagamento di tutti i crediti vantati dalle scuole;

–          Assemblee in orario di servizio per tutte le oo.ss. e i lavoratori/trici che le richiedono;

–          Obbligo scolastico a 18 anni;

–          No alla privatizzazione;

–          No alle scuole aziende;

–          No al contributo volontario;

–          Cancellazione finanziamenti alle scuole private;

–          Cancellazione protocollo di sicurezza per le manifestazioni e i cortei;

–         No all’utilizzo della quota oraria eccedente l’attività frontale (compresenze) e della contemporaneità (religione, inglese) per le supplenze;

–         No al collaborazionismo (sostituzione docenti assenti);

–         No alle cattedre superiori alle 18 ore;

–         Ritiro dei DDL Aprea e Goisis

–         Cancellazione del tetto del 30% per gli extracomunitari;

–         No all’attuazione di lavori di manutenzione (verniciatura aule, acquisto e sistemazione arredi   scolastici, ecc.) e di pulizia degli edifici da parte dei genitori.

punti che hanno visto la condivisione e l’adesione di numerose realtà

(49° Circolo Didattico, 92° Circolo Didattico, 1° Circolo Didattico, Dalla Chiesa, Pasteur, Talete, D´Antona Biagi, De Chirico, Russell, Poggiali, Fabrizio de Andrè, Crispi, L. da Vinci Maccarese, VII Montessori, Tacito-Guareschi, Montezemolo, S. Benedetto, Vittoria Colonna, Quartararo, Gullace, Socrate, Aristotele, Keplero, Cavour, M. Grazia Cutuli, Iqbal Masih, Troisi, Battisti, Mamiani, Plinio Seniore, IPSIA Cavazza, SMS Giuseppe Toniolo, Comitato Genitori e Insegnanti Di Donato-Baccarini, Coordinamento Scuole Secondarie di Roma, Coordinamento Docenti del Liceo Malpighi, Coord. IV Municipio, Coord.XIII Municipio, Coordinamento Precari Scuola, Coordinamento Lavoratori-trici del Terzo settore di Roma, Rete degli Studenti, Comitato Insegnanti ATA Precari Roma, CGD, Scuola popolare Pietro Bruno, Centro sociale La Strada, Associazione Culturale Controchiave, Associazione Per la Scuola della Repubblica, Liberacittadinanza, Libertà e Giustizia – circolo di Roma, Collettivo Senza Tregua, Giovani Comuniste/i, Popolo Viola di Roma, Area Resistenze Sociali – Sinistra Critica, Rete Romana contro la crisi, Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, I.C “Regina Margherita”, UDS, USICONS, COBAS, RDB CUB Scuola, USI AIT, FLC CGIL, UNICOBAS, ANPI di Roma e Provincia, Giuristi Democratici Roma, VI Municipio)

Sabato 25 SETTEMBRE – ore 10.00,

al Centro congressi Cavour –

via Cavour 50/A – ROMA

ASSEMBLEA NAZIONALE

dei PRECARI di SCUOLA, UNIVERSITÀ e RICERCA organizzata  RdB/USB

25 e 26 settembre a Roma

due giornate di lotta e discussioni

per costruire una forte mobilitazione in difesa della scuola di qualità

per la difesa del diritto allo studio ed al lavoro

Scarica il verbale dell’Assemblea: VERBALE ASSEMBLEA DELLA SCUOLA 26 SETTEMBRE

Scarica l’Appello ai Sindacati: APPELLO AI SINDACATI dall’assemblea della scuola

 

Mercatino dell’usato a Scuola settembre 21, 2010

Per il quarto anno consecutivo, i genitori e gli insegnanti della F. Di Donato organizzano una festa di “Bentornati a Scuola!” con Mercatino dell’usato, pranzo con i sapori dal mondo cucinati da mamme somale, bengalesi, indiane, italiane, ecc e presentazione delle tante attività che si svolgono il pomeriggio nei seminterrati della scuola, per maggiori info riguardo i corsi, consultare la pagina http://www.genitorididonato.it

Vi aspettiamo!

La Scuola aderisce al progetto EsquilinDo, per maggiori informazioni con sultate il sito: http://www.mediazionesociale.org

La Festa di “Bentornati a Scuola!” aderisce al Clandestino Day, per maggiori informazioni: http://clandestino.carta.org/2010/09/clandestino-day-2010/

 

Gelmini: studenti “soldato” nei licei, impareranno a sparare. Il declino inarrestabile della scuola italiana.

Mai la scuola italiana aveva raggiunto, nel corso degli ultimi decenni, un livello così basso. Per molti quasi un punto di non ritorno. Lo confermano i dati statistici, lo stato degli atenei italiani, le difficoltà della didattica, gli scarsi risultati degli studenti (rispetto ai coetanei europei). La scuola italiana è al collasso, si sa, nonostante le tante riforme (pseudo-riforme) di questi ultimi anni. Un numero considerevole di tentativi che, invano, hanno cercato di dare un po’ di respiro al settore, senza riuscirci. Anzi, quello che abbiamo davanti è un quadro sempre più cupo, senza prospettive. E così, assistiamo, ad una serie di scandali, di decisioni eclatanti, spesso non conformi neanche alla stessa legge italiana. Lo sa il Ministro dell’Istruzione Gelmini, lo sanno gli operatori della scuola, lo sanno gli studenti. E dalla scuola di Adro al nuovo protocollo firmato fra il Ministro dell’Istruzione Gelmini e il Ministro della Difesa La Russa, il passo è davvero breve. Forse l’ultimo colpo di coda di un’estate “drammatica” per la scuola, che preannuncia un autunno davvero caldo, anzi, incandescente.

Lo chiamano “allenati per la vita” ed è un corso valido come credito formativo rivolto agli studenti dei licei. In realtà sembra un vero e proprio corso “paramilitare”. Non è uno scherzo. E’ un protocollo già firmato fra la Gelmini e La Russa. Ma cosa prevederà? Con grande pace della Gelmini, gli studenti dei licei impareranno a sparare con pistola (ad aria compressa), a tirare con l’arco, ad arrampicarsi, a eseguire perfettamente “percorsi ginnico-militari”. E quale sarebbe l’assurda spiegazione (motivazione) di questa nuova trovata “geniale” del Ministro Gelmini? Ecco la laconica ed “ipocrita” risposta: “Le attività in argomento permettono di avvicinare, in modo innovativo e coinvolgente, il mondo della scuola alla forze armate, alla protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso”. Si tratta, in buona sostanza, di veicolare la pratica del mondo militare in quello della scuola: roba da altri tempi, tempi bui e, speriamo, non riproponibili.
Ma la speranza “muore” leggendo, di fatto, in cosa consisterà la prova finale per il nuovo corso “allenati per la vita” (leggi corso “paramilitare”, ndr): “una gara pratica tra pattuglie di studenti”. No, non è un errore di battitura. La circolare parla proprio di “pattuglie” di studenti. A dir poco equivocabile e senza ritegno il termine utilizzato. Fosse solo il termine! E’ un progetto “innovativo” passato nel silenzio assoluto delle opposizioni. Ma anche questa, purtroppo, non è una novità.

E con la nuova proposta Gelmini – La Russa , si allunga, di fatto, l’elenco degli incomprensibili provvedimenti del Ministro dell’Istruzione. I tagli alle elementari hanno eliminato qualsiasi potenzialità di realizzare il vero tempo pieno e ridotto gli spazi per progetti, uscite didattiche e laboratori. Non c’è un insegnante di sostegno ogni due studenti disabili, come prevede la legge, a tal punto che alcuni alunni vengono seguiti solo per cinque ore settimanali. Il provvedimento che prevede il numero maggiore di studenti per classe, da 27 a 35, viola apertamente il testo sulla sicurezza scolastica: Il D.M. Interno del 26/8/1992, recante “Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica”, al punto 5.0 (“Affollamento”) stabilisce che, al fine dell’evacuazione delle aule, il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in 26 persone/aula ed al punto 5.6 (“Numero delle uscite”) che le porte devono avere larghezza di almeno m 1,20 ed aprirsi nel senso dell’esodo quando il numero massimo di persone presenti nell’aula sia superiore a 25 (quante scuole, in tutto il territorio nazionale, non sono in regola? La maggioranza). E la riduzione del tempo scuola nei licei artistici (11%) , nei licei linguistici (17%), negli istituti tecnici e professionali (diminuzione del 30% delle ore di laboratorio) a quale esigenza didattica di rinnovamento rispondono? Forse servono a far posto a pseudo-corsi di natura “paramilitare” come quello messo in campo dal duo Gelmini – La Russa? Tante sono le domande, poche le risposte e le certezze. Quello che appare chiaro, tuttavia, è che non basteranno anni di riforme e provvedimenti ad hoc per far risalire la china alla scuola italiana. E la trovata degli studenti soldato nei licei, a dir poco bizzarra, non va in quella direzione. Siamo al punto più basso della scuola italiana? Peggio di così non può andare? Seppur infinitamente poco consolatoria, dateci almeno questa, di certezza.

Emanuele Ameruso (emanuele.ameruso@libero.it)

Fonte: Famiglia Cristiana
http://www.famigliacristiana.it/Informazione/News/articolo/la-scuola-militare.aspx

http://giornaleitaliano.info/gelmini-studenti-“soldato”-nei-licei-impareranno-a-sparare-il-declino-inarrestabile-della-scuola-italiana-3146

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/21/ecco-cosa-significa-fascismo/63155/

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… gli studenti dei licei impareranno a sparare con pistola (ad aria compressa), a tirare con l’arco….

100 crediti a chi fa centro

 

Scuola elementare pubblica. La fine di un mito italiano settembre 20, 2010

da La repubblica

Un saggio racconta le colpe di un declino culturale che sancisce la fuga nelle private. Nel 1985 erano stati varati nuovi programmi che insistevano sulla didattica. Era il punto di forza dell’educazione pubblica italiana: ma ora anche l’istruzione primaria è al collasso
di BENEDETTA TOBAGI

Da quei banchi passano tutti i futuri cittadini. Difficile evitare la retorica del “pilastro della democrazia”: lo è per davvero. In più la scuola elementare conserva nell’immaginario qualcosa di romantico, dal libro Cuore in poi. Nell’Ottocento il maestro aveva un ruolo sociale definito, accanto al gendarme e al prete. A questa missione civilizzatrice e conservatrice si sovrappone, con l’avvento della Repubblica, l’icona del maestro di frontiera, possibilità di riscatto per i figli dei diseredati, schiacciato tra la Costituzione e le sperequazioni profonde di un paese arretrato, mentre le elementari restano quelle uscite dalla riforma Gentile, verticali e nozionistiche.

E oggi? Nessuno osa discutere la centralità della scuola e la sua missione educativa, tanto più in una società in piena crisi (economica, politica, di valori). Ma in cosa consista questa missione, e su come realizzarla, c’è molta confusione. Chi non ha bambini, difficilmente sa cosa succedesse dietro il portone di una scuola primaria dopo la riforma del ’90. Poi nel 2008 il governo comincia a predicare il “ritorno al passato” come panacea contro tutti i mali. Chi ha più di vent’anni è cresciuto a pane e maestro unico e può rimanere facilmente sedotto dall’effetto-nostalgia: che male c’era nel vecchio sistema? Insegnanti, genitori e dirigenti invece protestano, sono amareggiati, indignati, preoccupati (provate a scorrere le centinaia di testimonianze su Repubblica.it). Sono davvero tutti dei conservatori miopi e politicizzati? Che cosa sta succedendo, davvero, dentro la scuola pubblica dei bambini italiani?

Ci aiuta diradare le nebbie il nuovo saggio di Girolamo De Michele, La scuola è di tutti (minimum fax, pagg. 338, euro 15) “E’ necessario combattere una battaglia per le “precise parole”, per l’esattezza”, dichiara. Allora decodifica i “frames” concettuali dietro gli slogan con cui il centrodestra ha mascherato la realtà brutale dei tagli di bilancio alla scuola pubblica e analizza con scrupolo i numeri – solo apparentemente obiettivi – del Ministero e dei rapporti internazionali. Ma soprattutto, inserisce i problemi italiani nel quadro più ampio di una crisi (cioè un momento di potenziale evoluzione, non un'”emergenza”) dell’educazione in atto da decenni a livello globale.

La scuola è chiamata all’arduo compito di preparare bambini e ragazzi a muoversi in una società più complessa, fornendo, oltre alle nozioni, metodi per “imparare a imparare”, anche fuori dai banchi. Non è più affiancata nell’opera educativa da soggetti forti come parrocchia o famiglia, ma assediata da una “società diseducante” i cui modelli contraddicono valori e comportamenti che l’insegnante cerca di trasmettere. De Michele intreccia questi problemi coi dati allarmanti sull'”analfabetismo funzionale” che affligge 2/3 degli italiani, e li rende prede facilmente manipolabili nella società dell’informazione, o sulla mobilità sociale quasi inesistente per i giovani italiani. Una visione ampia, articolata, che mostra la funzione essenziale della scuola pubblica in una democrazia che voglia essere veramente tale.

In questo discorso, il caso della scuola primaria è illuminante. L’Italia, eterna pecora nera, affrontò costruttivamente la “crisi educativa”, con esiti addirittura eccellenti. Dopo decenni di confronti tra politici e specialisti di pedagogia e didattica, nell’85 la scuola elementare si dota di nuovi programmi che mettono al centro il “saper fare” accanto al conoscere, per una “progressiva costruzione delle capacità di pensiero riflessivo e critico e di una indispensabile indipendenza di giudizio”, le competenze relazionali, la capacità di ascoltarsi e stare insieme, oltre alla disciplina. Su queste basi, nel ’90 si avvia una riforma, che ha passato il vaglio della Corte dei Conti, la stagione di lacrime e sangue pre-ingresso nell’euro e un rodaggio faticoso, per regalarci una posizione di eccellenza nelle classifiche internazionali (TIMMS 2007 per la matematica e PIRLS 2006 per la lingua). Con buona pace di chi sostiene che servì solo al sindacato per moltiplicare i posti.

Cosa offriva la primaria pubblica del nuovo millennio? “Modulo” o tempo pieno, ossia due o tre maestri, specializzati in aree disciplinari diverse: ben venga un’attenzione specifica per l’area logico-matematica, in cui l’Italia è sempre indietro. Programmazione collegiale, cioè più teste che concordano la didattica e rispondono alle esigenze dei bambini: più sguardi pronti a cogliere i loro disagi come i talenti. Ore di compresenza: indispensabili per gestire la presenza di bimbi stranieri che non padroneggiano l’italiano, per il recupero di chi resta indietro, specie nelle aree più disagiate, ma anche per gite e laboratori.

Tempo scuola più lungo (da 27 a 40 ore) e più ricco: al pomeriggio non c’era più il vecchio doposcuola, merenda e compiti, ma lezioni e laboratori, cioè apprendimento attivo. Una ricchezza per i bambini, una necessità per i genitori che lavorano. A parità di maestri incompetenti e lavativi, che non mancano mai (la Gelmini parla di premi al merito, ma nessuna misura è stata varata), il sistema offre più risorse e garanzie. La primaria pre-Gelmini rispondeva alle esigenze di una società profondamente mutata con spirito democratico: molto per tutti i bambini e speciale cura per i più deboli.

Bello, no? Bene, lo stanno demolendo. Il Ministero raccomanda maestro unico, 4 ore mattutine e taglia i posti. Ma i genitori chiedono le ore e la qualità del tempo scuola lungo e i dirigenti sono chiamati all’impossibile quadratura del cerchio. Regna il caos. Classi affollate, patchwork di maestre per coprire i buchi (alla faccia del bisogno di continuità rassicurante). I maestri, sottopagati e sotto pressione, ancorché occupati, di sicuro non lavorano sereni (si parla di merito e mai di motivazione).

Lo scenario tracciato da De Michele è inquietante: c’è un disegno politico per smantellare la scuola pubblica, per foraggiare il business delle scuole private, perché l’ignoranza rende le persone più controllabili. Anche chi non condividesse questa tesi, sarà costretto a domandarsi il perché di una politica così dannosa. Non è “la solita storia”. Disperdono un patrimonio, picconano la base sana della piramide educativa. Danneggiano i bambini e le loro famiglie e la società in cui dovranno vivere, non gli “insegnanti fannulloni”. Almeno, la smettano di mentire.
(20 settembre 2010)

 

Qui L’integrazione c’è settembre 16, 2010

da Il Tempo – Roma
Dario Martini

15 settembre 2010

Qui l’integrazione c’è

Più italiani tra i nuovi iscritti. Nella scuola Di Donato si torna a parlare romano. Su 85 bambini divisi nelle quattro prime classi dell’elementare, gli italiani sono 53 e i “migranti” 32.Da quest’anno è stata invertita la tendenza. Alla scuola Di Donato, in via Bixio all’Esquilino, i bambini italiani iscritti alla prima elementare sono più degli immigrati. Le iniziative per favorire l’integrazione qui funzionano. Questa è una delle scuole multiculturali per eccellenza, dove fino all’anno scorso il numero degli stranieri era nettamente superiore a quello dei romani. Ora, invece, il rapporto si sta invertendo. Su 85 bambini divisi nelle quattro prime classi dell’elementare, gli italiani sono 53 e i «migranti» 32. Un dato eclatante se si pensa che fino all’anno scorso, su 270 alunni, il 74% era straniero (numeri lontani da quelli della Pisacane dove più del 90% sono immigrati). Le famiglie che portano qui i propri figli sono di tutte le nazionalità. Soprattutto cinesi, ma anche bengalesi, iraniani e filippini. La Di Donato si divide in materna, elementari e medie. Alla materna il rapporto italiani-immigrati è al 50%. Alle medie, invece, gli stranieri sono ancora in maggioranza. Per favorire l’integrazione, oltre al Comune e al I Municipio, è scesa in campo anche l’associazione dei genitori. Grazie a progetti come «Fratelli d’Italia e solidarietà», un mediatore culturale cinese tiene corsi d’italiano per bambini orientali. Mentre il «Polo intermundia» ha organizzato sette classi per i genitori stranieri che vogliono imparare l’italiano.
Ci sono poi i laboratori dove i piccoli imparano a conoscere le altre culture. Leggono libri in doppia lingua, suonano musiche africane, asiatiche e, ovviamente, italiane. «Se i romani iniziano a tornare è stato grazie a un grosso lavoro per farci conoscere sul territorio assieme alle istituzioni e alle associazioni», spiega la coordinatrice degli insegnanti Miriam Iacomini. Le famiglie sono soddisfatte. Guido Musillo abita al Pigneto, ma ha scelto di portare i propri bambini qui: «Ho una figlia alla materna. Nella sua classe ci sono più stranieri. L’altra, invece, l’ho iscritta all’elementare, dove sono più italiani. Si trovano bene». L’associazione dei genitori si è schierata contro il tetto del 30% per gli immigrati deciso dal Ministero: «Qui non serve. Gli stranieri sono integrati». Farad Abbasnejad è iraniano ma vive in Italia da molti anni e ha la cittadinanza: «Questa è la scuola ideale per inserire i bambini stranieri nella società».

 

Assemblea 15 settembre

Il 13 settembre, molti genitori del coordinamento hanno volantinato, con successo,  al Liceo Cavour, Russell, Augusto, Talete, Visconti.

Nel pomeriggio ci siamo ritrovati in molti davanti al Miur per sostenere la protesta dei precari.

Non ci fermiamo!!

ASSEMBLEA PUBBLICA CITTADINA

MERCOLEDì 15 SETTEMBRE 2010 ALLE ORE 17.00

presso il  LICEO RUSSELL Via Tuscolana, 208

coordinamento permanente scuole di roma