Scuola Di Donato Roma

Il Blog dei genitori ed insegnanti della Scuola Di Donato, Roma.

Immigrati, il giorno del giudizio maggio 31, 2010

di Furio Colombo, 30 maggio 2010

da L’anteFatto, il blog de Il Fatto Quotidiano

La Lega, con la persecuzione di immigrati e rom, ha messo l’Italia al centro di una negativa attenzione internazionale. E il ministro Sacconi che fa? s’inventa l’immigrazione circolare.
“È stato verificato che se d’un tratto si fermassero tutti gli immigrati, l’Italia – comprese la Lombardia e il Veneto – entrerebbe in crisi?”, chiede il lettore Francesco Dallai nella sua lettera a Il Fatto del 27 maggio. È stato verificato,è certo. Si ferma tutto, e tutti lo sanno. Ma la realtà è un dettaglio che non distoglie mai la Lega dalle sue ossessioni. Con i suoi 3 o 4 stipendi a testa per ogni leader (Cota, eletto presidente del Piemonte, non ha mai dato le dimissioni dal Parlamento; quasi tutti i deputati e senatori della Lega sono anche sindaci, presidenti di Regione, assessori, consiglieri regionali, tutto alla fine, a carico di Roma ladrona) e non distoglie gli attentissimi “promotori della libertà”, che devono salvaguardare i voti leghisti per tenere in piedi Berlusconi, anche senza la Confindustria, anche senza l’ormai lontano tripudio delle folle.

Poiché la Lega, con la sua persecuzione degli immigrati e dei rom, ha messo l’Italia al centro di una severa e negativa attenzione internazionale, ecco che si fa avanti il ministro Sacconi, con una trovata abile e del tutto libera da scrupoli e preoccupazioni. Non sulla vita e la dignità degli immigrati, non sulla necessità delle imprese e della protezione lavoro italiano. No, l’unica preoccupazione di Sacconi è di non scontentare la Lega. […]

Leggi tutto: Il Giorno del Giudizio

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La Scuola NON è in festa… maggio 25, 2010

Il Video della contestazione:

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Scuola, contestato Alemanno
“Basta feste, dateci la carta igienica”

repubblica.it

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Piazza Vittorio, festa della scuola
precari e insegnanti contestano il sindaco
http://corriere.it

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SCUOLA: ALEMANNO REPLICA A CONTESTATORI,IO DIFENDO ISTRUZIONE
(ANSA) – ROMA, 26 MAG – Al grido di ‘no alla distruzione
della scuola pubblica’, ‘la scuola non e’ in festa’ e ‘dateci la
carta igienica nelle scuole’ un gruppo di docenti precari e
genitori riuniti sotto la sigla Coordinamento permanente scuole
romane ha contestato il sindaco Gianni Alemanno e l’assessore
alla scuola del Comune di Roma, Laura Marsilio, mentre
intervenivano a piazza Vittorio per la conclusione della II
edizione de ‘La scuola e’ in festa’.
Ai fischi che si levavano sempre piu’ numerosi, Alemanno ha
risposto: ”siamo impegnati a difendere la scuola romana da
eventuali riforme che il Governo potra’ fare perche’ siamo
convinti che la scuola e’ il nostro futuro”. (ANSA).

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(LZ) SCUOLA. ROMA, QUATTRO GIORNI “IN FESTA” A PIAZZA VITTORIO
(DIRE) Roma, 26 mag. – Presente, tra gli altri, anche
l’ambasciatore giapponese in Italia, Hiroyasu Ando. Alcuni
ragazzi delle scuole romane sono stati recentemente in Giappone
nell’ambito dei Viaggi della Memoria, per ripercorrere i luoghi
della distruzione dopo la bomba atomica di Hiroshima.
“La scuola non e’ in festa”, “Non c’e’ nulla da festeggiare”,
“Noi la scuola la rivogliamo”, sono pero’ gli slogan e gli
striscioni di alcuni manifestanti che hanno inveito contro
Alemanno e la sua “amministrazione scellerata”, a loro dire. “Ci
devi ascoltare” urla un signore durante il discorso del sindaco,
poi bloccato dal servizio d’ordine.
“Nonostante tutto- commenta l’assessore Marsilio- questi
giorni rappresentano un momento di festa, la volonta’ del Comune
di investire sulla qualita’ della scuola e stabilire un contatto
con le famiglie”. Famiglie che quest’anno rappresentano il tema
principale della manifestazione, che si chiudera’ sabato. “I
ragazzi sono la nuova Roma che va avanti, perche’ non esiste una
scuola valida senza le famiglie e viceversa. Difenderemo
l’istruzione anche contro le riforme difficili che il Governo
potra’ varare”, conclude Alemanno.

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PIAZZA VITTORIO, INSEGNANTI PRECARI E GENITORI CONTESTANO SINDACO
(OMNIROMA) Roma, 26 mag – Contestati questa mattina il sindaco di Roma Gianni Alemanno e l’assessore capitolino alla Scuola Laura Marsilio da circa un centinaio di insegnanti precari e studenti delle scuole comunali riuniti sotto la sigla Coordinamento permanente delle scuole di Roma. Nel corso della Festa della Scuola,
organizzata dal Comune di Roma nei giardini di piazza Vittorio, il primo cittadino e l’assessore sono stati fischiati tra le urla «dateci la carta igienica per le scuole invece di fare queste manifestazioni». «Ci impegniamo a difendere le scuole di Roma dagli eventuali tagli che potrebbero esserci a livello governativo, parlerò con il ministro Tremonti anche di questo», ha detto il sindaco, Gianni Alemanno. I manifestanti, provvisti di cartelli con scritto «scuole infestate, questa non è una festa», durante l’intervento dell’assessore Marsilio hanno srotolato uno striscione con su scritto «No alla distruzione della scuola statale». «Siamo qui per parlare della situazione imbarazzante che vivono le scuole comunali – spiega Giorgio, uno dei manifestanti – si procede solo con una politica indiscriminata fatta di tagli.
Ci sono 11 asili pronti che non vengono aperti perché non si vogliono riaprire le graduatorie dei precari, mentre alle elementari si sta verificando una
sistematica distruzione del tempo pieno. Così non si fornisce una scuola di qualità».

 

Difendiamo le graduatorie a esaurimento

da: movimentoinsegnantiprecari@gmail.com

Difendiamo le graduatorie ad esaurimento, opponiamoci al DdL Goisis sulla costituzione degli albi regionali.

In questi giorni è in discussione alle Camere il Disegno di Legge elaborato dal deputato della Lega, Goisis, e riguardante le nuove forme di reclutamento, nonché l’accelerazione della gestione finanziaria ed amministrativa delle scuole, sempre più orientata su basi regionali. I contenuti fondamentali della proposta sono presto detti: il progetto prevede un nuovo canale di reclutamento basato su albi regionali e su concorsi regionali che si dovranno effettuare ogni tre anni. Secondo la Proposta di Legge la gestione del personale scolastico, dal reclutamento al trattamento economico, passerà dallo Stato alle Regioni; lo Stato girerà le somme necessarie direttamente alle realtà territoriali; appositi uffici regionali sostituiranno quelli attuali; le scuole dovranno comunicare alle Regioni quanti posti vacanti hanno a tempo determinato ed indeterminato, dati che serviranno per il reclutamento. Per essere assunti, poi, i docenti dovranno iscriversi in appositi albi regionali distinti per ordine di scuola. Uno dei requisiti per accedere agli albi ed essere assunti è la residenza in uno dei Comuni della Regione di riferimento. Si tratta di un modo per “scoraggiare gli spostamenti continui da un territorio all’altro” (parole della Lega) e quindi per contrastare quel diritto alla mobilità che ha contraddistinto da sempre il sistema scolastico italiano. Per quanto riguarda gli albi regionali, infatti, si richiede l’obbligo di residenza nella Regione in cui si desidera essere iscritti, non solo, ma in caso di assunzione è necessario sottoscrivere l’impegno a mantenere per cinque anni la stessa residenza. La proposta Goisis riprende l’impianto federalista anche rispetto alla contrattazione sindacale, poiché mette in atto forme di contrattazione a livello regionale; infine, prevede la creazione del Consiglio dell’Istituzione, accanto al Collegio dei Docenti, come organo di Governo della scuola, e dota il Dirigente Scolastico di più ampi poteri. Per molti lavoratori precari della scuola l’attuale Disegno di Legge rappresenta la fine della mobilità, ma per la scuola tutta l’attuazione di questo progetto segna una consistente accelerazione nel processo di privatizzazione nella gestione dell’intero sistema scolastico. Consapevoli della delicatezza della riforma in campo, come Coordinamento Precari Scuola, invitiamo i precari della scuola e più in generale tutti coloro che hanno a cuore questo tema a confrontarsi con noi su tali problematiche e a partecipare ad un assemblea pubblica lunedì 31 maggio, alle ore 17, dopo il presidio di protesta contro i tagli.

Lunedì 31 maggio Ore 15,00 presidio di protesta all’USP di via Pianciani Ore 17,00 assemblea pubblica in via Galilei, 57 (nei pressi dell’USP)

Coordinamento Precari Scuola – Roma movimentoinsegnantiprecari@gmail.com

 

A scuola dopo il 30 settembre?… maggio 24, 2010

Filed under: articoli — scuoleinpiazza @ 10:35 pm
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Un Ministro dell’Istruzione che pensa a tutto eccetto che all’Istruzione.

da La Repubblica

di Salvo Intravaia

ROMA – Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini si dice “molto aperta” sulla proposta di legge del senatore Pdl Giorgio Rosario Costa di iniziare le lezioni scolastiche dopo il 30 settembre 1. Intervistata da Sky Tg24, Gelmini ha spiegato che di questa idea “si discute da tempo. Io sono molto aperta su questo. Il nostro Paese vive di turismo e a settembre si possono avere migliori opportunità economiche per le vacanze”. Ma è scontro nella maggioranza: la Lega ha bocciato l’idea sul nascere perché andrebbe contro la direttiva Ue che prevede 200 giorni di scuola. Contrari anche il Pd e la Flc Cgil, mentre la Uil Scuola si dice disponibile a ragionare sull’argomento. […]
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La strana circolare: vietato criticare il governo in classe

All’indirizzo http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/newsreg/newsreg.html

trovate il testo della CM di Limina agli USP che invita i dirigenti a vigilare contro la diffusione di prese di posizione di docenti contro i provvedimenti del governo. Tale circolare datata 27/04/10 è stata resa nota ieri a Modena durante la manifestazione cittadina.

A seguire la richiesta di dimissioni di Limina da parte del segretario nazionale FLC e dei segretari regionali FLC e CGIL.

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SCUOLA IN EMILIA…

Nell’aria? Provocatoria? Male interpretata? Di certo preoccupante, e forse mai al direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna, MarcelloLimina, sarebbe venuto in mente di provocare tante reazioni. Tutto parte da una circolare, diramata da lui stesso, per ricordare ai presidi la necessità di invitare i docenti a contenere manifestazioni critiche, a mezzo stampa, o i “toni esasperati e denigratori”, contro il governo.

Limina la fa semplice: fa appello ad una serie di normative che impongono agli impiegati pubblici l’astensione da dichiarazioni lesive nei confronti della amministrazione scolastica e dell’esecutivo. Panico: sono tanti gli insegnanti e che criticano quindi lo strano documento, ritenendolo grave atto intimidatorio capace di minare seriamente la libertà di espressione.

Certo, le proteste del personale scolastico sono tutt’ora rivolte, in particolar modo, al direttore dell’azienda scolastica regionale: nell’occhio del ciclone l’art. 494 del d.lgs. 297/94, citato dalla missiva, attraverso cui si sancisce di comminare verso il personale docente “sanzioni disciplinari per atti non conformi alla responsabilità, ai doveri e alla correttezza inerente alla funzione”.

Al Limina è venuto in mente, quindi, ”ricordare al personale scolastico che è improprio indirizzare ad alte autorità politiche o amministrative diverse dal loro diretto riferimento gerarchico documenti, appelli o richieste”. Intanto al Muratori di Modena si è riunito fuori scuola tutto il personale scolastico con lo scopo di approvare una mozione contro il “carattere intimidatorio della circolare” facendo appello all’art. 21 dellaCostituzione. L’articolo che garantisce la libertà d’espressione e libero pensiero.

Altra richiesta, le “ovvie” dimissioni del dirigente ministeriale, specie a fronte della paventata minaccia di “sanzioni per i non allineati” e inviti “a farsi a meri esecutori di direttive che ledono i diritti degli insegnanti e del personale Ata”. “Utilizzeremo tutti gli strumenti sindacali e politici sanciti dalla Costituzione e dal diritto del lavoro”, gridano. E suona come una battaglia.

Vincenzo Marino

http://www.newnotizie.it/2010/05/22/scuola-in-emilia-la-strana-circolare-vietato-criticare-il-governo-in-classe/

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“La libertà dei cittadini, che lavorano come dipendenti dello Stato, di esprimere le proprie opinioni con tutti i normali mezzi di comunicazione, è un diritto inviolabile sancito dalla Costituzione. E se un funzionario dello Stato non rispetta questa norma fondamentale della Carta costituzionale, alla quale ha giurato fedeltà, non può ricoprire il ruolo importante che riveste e deve cambiare lavoro. Così il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, commenta la circolare riservata con cui il direttore dell’ufficio scolastico dell’Emilia Romagna, Marcello Limina, invita i dirigenti degli uffici scolastici provinciali a vigilare affinché i docenti non esprimano critiche attraverso dichiarazioni alla stampa.

“Siamo di fronte a un comportamento vergognoso e di una gravità inaudita – afferma Di Meglio – e il ministro Gelmini, che ha studiato legge, dovrebbe riflettere prima di rilasciare dichiarazioni di copertura che non affrontano il merito della questione.Infatti – sottolinea il coordinatore nazionale – non si tratta di strumentalizzare il proprio ruolo istituzionale a fini propagandistici, ma di garantire il libero diritto di ogni cittadino di manifestare la propria opinione e il proprio dissenso. Ricordiamo al ministro e al direttore dell’ufficio scolastico dell’Emilia Romagna che questo diritto appartiene a tutti e non solo alla classe politica”.

http://www.idocentiscapigliati.com/2010/05/circolare-emilia-romagna-di-meglio.html

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Intanto la Gilda prepara una Manifestazione per il 5 giugno,
contro
la decimazione degli organici
l’abolizione degli scatti stipendiali
le norme liberticide di Brunetta
Roma, 5 giugno 2010, ore 15  Piazza SS. Apostoli
Scarica la locandina
 

La scuola si mobilita per il tempo pieno

di Cinzia Gubbini “Il Manifesto”
Della serie la lotta (almeno un po’) paga. Lo hanno sperimentato quei genitori e insegnanti che, a Roma, hanno dato vita alle «quattro giornate della scuola pubblica» per denunciare l’improvvisa scomparsa, seguita alla diramazione di una circolare dell’Ufficio scolastico provinciale, di 68 classi a tempo pieno già funzionanti. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e ha portato in piazza scuole e genitori (solo i più consapevoli, per la verità). Ieri l’appuntamento sotto il ministero dell’Istruzione, muniti di fischietti, pentole, coperchi e una «brigata creativa» che creava là per là stornelli su vecchi adagi popolari ma anche canzoni pop. Non è stata una mobilitazione inutile: una delegazione di 11 persone, infatti, è stata ricevuta al ministero. E al ritorno, la buona notizia: «Abbiamo parlato con il direttore generale del personale della scuola, Luciano Chiappetta, ci ha detto che il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, Giuspeppe Minichiello, non poteva fare la circolare del 20 aprile, con cui è stato stabilito che dall’anno prossimo sarebbe stata tagliata una classe a tempo pieno funzionante in 68 scuole di Roma – racconta Domenico Montuori, del Coordinamento permanente delle scuole romane – Per questo, ci ha assicurato, chiamerà i dirigenti scolastici delle 68 scuole per annunciare che quelle classi a tempo pieno verranno ripristinate. Non è tutto quello che chiediamo – dice Montuori – ma almeno questa è una buona notizia».
Non è tutto quello che chiedono le scuole di Roma perché, in realtà, il problema rimane sul piatto: in tutta Italia crescono le domande del tempo pieno. I genitori hanno bisogno di una scuola che funzioni, che possa coinvolgere i bambini fino alle 16,30 e che non sia un «parcheggio» ma una scuola di qualità, in cui i tempi di insegnamento siano distesi e in cui sia possibile solgere attività anche informali. Oggi serve una scuola pubblica che faccia di più. L’indirizzo del governo, invece, è spogliarla lentamente. La parola d’ordine è: risparmio, rosicchiare fino all’osso quello che c’è, senza aggiungere nulla. Per questo le assicurazioni di Chiappetta sono meglio che niente, ma certo sono pochissimo. Si calcola che le nuove richieste di tempo pieno che non verranno esaudite, solo a Roma, sono pari a più di 200 classi. In tutta Italia i tagli annunciati comporteranno la perdota di 800 classi a tempo pieno. In media, infatti, si prevedono 3 insegnanti in meno in ogni scuola. E le sorprese potrebbero non essere finite. Perchè i conti, quelli veri, bisognerà farli con l’organico di fatto che verrà deciso solo quando saranno stati distribuiti gli insegnanti anche anche nelle scuole superiori. A quel punto si vedrà quanto «avanza» e a chi verrà dato qualcosa di più e a chi verrà tolto definitivamente. L’anno prossimo, insomma, si annuncia ancora più duro. Tra i sindacati è polemica sulla necessità di denunciare il diasastro prima della chiusura delle scuole: i Cobas pensano che sia necessario fare qualcosa subito e per questo annunciano il blocco degli scrutini. Ma in tutta Italia sono in corso mobilitazioni. Ieri a Bologna i genitori del Coordinamento dei presidenti di circoli didattici e dei consigli di istituto si sono presentati all’università con dei cartelli con su scritto i crediti che ciascuna scuola vanta nei confronti dello Stato e sono riusciti a intercettare il dirigente dell’ufficio scolastico regionale, Limina, il quale ha risposto: «Ho fatto presente la situazione al ministero, più di tanto non posso fare», sostenendo che non gli sembra ci siano «situazioni drammatiche». A Torino domani l’appuntamento è invece alle 15,30 a piazza Castello: il Tavolo «Riprendiamoci la scuola» allestirà una vera e propria scuola per mostrare l’insostituibile patrimonio di conoscenze che si nasconde nelle nostre aule. In pratica, quello che stiamo perdendo. Il 27 e 28 maggio è la volta di Milano: verranno occupate le scuole e fatta informazione in città.

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Roma, cresce la protesta contro i tagli al tempo pieno

da Liberazione:

I genitori del Coordinamento permanente delle scuole romane, insieme ad alcuni docenti, stanno occupando l’ingresso dell’ex Provveditorato, oggi Ufficio scolastico regionale, in via Pianciani a Roma. “Nessun taglio”, e’ lo slogan scandito all’ingresso dai manifestanti che protestano contro “i tagli al tempo pieno”. “Ho una figlia che deve andare in prima il prossimo anno- dice una mamma della scuola elementare Iqbal Masiq del Casilino- non so se avra’ il tempo pieno perche’ su sei classi chieste ne hanno date quattro”.
Anche la preside dell’istituto, Simonetta Salacone, e’ presente e conferma il taglio: “I genitori- racconta- sono molto arrabbiati”. Tra le altre, ci sono anche le scuole Principe di Piemonte e Di Donato. “Ci prenderemo il tempo pieno ad ogni costo”, minacciano i genitori che per entrare hanno rotto lo sbarramento delle forze dell’ordine e ora vogliono parlare con il direttore generale Maria Maddalena Novelli.

“Finche’ non c’e’ risposta, da qui non ci si sposta”, scandiscono i genitori e gli insegnanti, oltre cento, che hanno raggiunto il terzo piano dell’Ufficio scolastico dove c’e’ la stanza del direttore Novelli. Con loro c’e’ anche ilsegretario della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo. Le mamme tengono in braccio dei bambolotti: “Simboleggiano i nostri figli- dicono-che il ministro vuole lasciare per strada. Siamo stati costretti a barricarci dentro l’Ufficio scolastico per ottenere un diritto”. Delle forbici formato gigante simboleggiano la mancanza di risorse. “Tagli scriteriati producono solo macerie”, recita uno striscione. Anche la parlamentare del Pd Maria Coscia era presente all’ingresso di via Pianciani: “Al governo- dice- chiediamo chiarezza sui dati del tempo pieno. Le famiglie aspettano risposte, il governo deve dire la verita, gli annunci del ministro non trovano riscontro nella realta’”. I genitori attendono l’incontro con il direttore generale dell’Ufficio scolastico.

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20 maggio – IMPORTANTE maggio 19, 2010

20 MAGGIO dalle ore 17,00

PRESIDIO – ASSEMBLEA presso

IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE 


Resosocnto del SIT-IN:

Resoconto di una piccola GRANDE VITTORIA

Oggi 20 maggio 2010 si chiudono le “4 Giornate di Roma” con il Presidio-Assemblea a partire dalle ore 17.00 davanti al MIUR. Sono presenti tutte le anime del Coordinamento Permanente delle Scuole di Roma e, visto il numero dei presenti ( circa 500), viene bloccato Viale Trastevere per tutto il tratto antistante al Ministero. Si chiede di essere ricevuti da un rappresentante autorevole del Ministero e il dr. Luciano Chiappetta (Dirigente Generale per il Personale Scolastico) dà la sua disponibilità all’incontro. Una delegazione composta da 11 rappresentanti partecipa all’incontro.

L’incontro si apre con un doveroso giro di presentazioni e registrazione delle persone presenti perché  il Dirigente dovrà presentare una relazione all’Ufficio di Gabinetto del Ministro, per tutte  le istanza presentate.

Si comincia a parlare del taglio al Tempo Pieno e, fatti i dovuti distinguo circa le classi effettivamente tagliate (68 nella sola provincia di Roma) e quelle di nuova richiesta non attivate, il dr. Chiappetta ammette pubblicamente che l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio ed il sottoposto Ufficio Territoriale di Roma hanno fatto un ERRORE (poi indicato come “incidente di percorso”) nel tagliare classi consolidate a tempo pieno. A fronte di tale ABUSO, come identificato dalla delegazione, il dr. Chiappetta si è impegnato a  contattare tutti i Dirigenti Scolastici delle Istituzioni che hanno subito la riduzioni di classi a tempo pieno, per informarli ufficialmente che tali classi saranno RIPRISTINATE nell’organico di fatto. A fronte di una precisa richiesta di “correzione” dell’organico di diritto alterato dall’ “errore” effettuato dal USR, il dr. Chiappetta  ha dichiarato che tale cosa è impossibile, perché non consentita dalla norma, ma che ciò non altera la sostanza per il futuro poiché le valutazioni di budget vengono sempre ed esclusivamente fatte a fronte dei consuntivi ovvero sulle spese effettivamente sostenute durante l’anno (quindi sull’organico di fatto!!).

Si è inoltre affrontato l’argomento dei docenti di sostegno: il Dirigente, citando le ultime sentenze della Corte Costituzionale e del  Consiglio di Stato, ha garantito che le stesse saranno rispettate.

Si è sollevato il problema del sovraffollamento di alunni nelle classi, della sicurezza e dell’edilizia scolastica. Il dr. Chiappetta ha ribadito che tali problemi sono regolati da specifiche leggi delle Stato che devono essere tenute in debita considerazioni dagli Uffici Scolastici Regionali nel momento in cui si definisce l’organico. Ciascuna scuola dovrebbe avere la mappa, certificata dalle ASL, del numero massimo di alunni in funzione delle specifiche condizioni esistenti.

NON MOLLIAMO FINCHE’ NON SARANNO SODDISFATTE TUTTE LE RICHIESTE DI TEMPO PIENO E NON SOLTANTO LE 68 CLASSI “TAGLIATE”

Per quanto riguarda la “riforma” delle scuole Secondarie di II grado è stata evidenziata la preoccupante situazione che si sta determinando nelle istituzioni scolastiche per la consistenza dei tagli preannunciati. La forte contrazione è infatti dovuta all’applicazione della “riforma” nelle prime classi, ma anche all’abbassamento del numero di ore settimanali di lezione  nelle classi successive alle prime.

Di tutti gli ordini e gradi di scuole le superiori perdono percentualmente il maggior numero di posti: 13.750 a livello nazionale, 1069 nel Lazio, 700 a Roma e provincia ( cioè quasi 3 docenti ad istituzione scolastica). Alla già grave situazione di quest’anno si aggiungono i 120 posti in più tagliati l’anno scorso alle superiori per una scelta dell’amministrazione regionale, mentre risultano essere stati accantonati 100 posti  la  cui ripartizione in organico di fatto non è ancora chiara.

Tale situazione sta  determinando il proliferare di progetti “anomali” nel tentativo spasmodico di docenti e dirigenti di recuperare quanti più posti possibili.  Il dirigente ha informato che, nella prossima settimana, 100 funzionari a livello nazionale, saranno coinvolti dal Ministero per definire delle linee guida a riguardo. Accanto a questo si è sottolineata la necessità di limitare l’assegnazione di cattedre superiori alle 18 ore. Il dr. Chiappetta ha dichiarato che la CM n37 quest’anno lascia la possibilità di formare cattedre anche a 17, 16 e 15 ore che lasciano molti spezzoni a disposizione. A questo proposito è stato però ribadito dalla delegazione che il  problema continuerà a persistere in quanto i docenti di ruolo possono acquisire spezzoni sino a 24 ore, mentre sarebbe necessario, per impedire l’ulteriore perdita di posti, che gli spezzoni fossero gestiti direttamente dall’USP ( ora denominato Ufficio Territoriale della direzione scolastica regionale ).

Alle richieste di non assegnare gli spezzoni a disposizione ai docenti “di ruolo” il dirigente ha risposto che ciò non è possibile perché esistono vincoli che derivano sia dal Contratto collettivo nazionale, che prevede la possibilità di accettare spezzoni sino alle 24 ore, sia dalla finanziaria, che impone una politica scolastica finalizzata al risparmio. Il dottor Chiappetta ha anche precisato che a suo parere non potranno essere recuperati quei 120 posti  che l’anno scorso sono stati tagliati oltre le quote stabilite .

Concluso l’incontro, la delegazione ha rendicontato ai partecipanti al sit-in quanto discusso e si è ricordato l’appuntamento per la prossima Assemblea del Coordinamento il 25/05 alle ore 17.00 all’ITIS Galilei di Via Conte Verde, 51 (fermata metro A  – Manzoni).

COORDINAMENTO PERMANENTE DELLE SCUOLE DI ROMA

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