Scuola Di Donato Roma

Il Blog dei genitori ed insegnanti della Scuola Di Donato, Roma.

Riforma superiori: poca geografia… gennaio 29, 2010

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”Non tagliare la geografia”: 11mila firme contro la Gelmini

L’appello del presidente dell’Aiig: “Una materia indispensabile per capire il mondo”.

di Michela Rossetti

“Confondere Haiti con Tahiti, non sapere dove sono i Pirenei. La Patagonia? Non ne parliamo”: Gino De Vecchis, presidente dell’Associazione italiana insegnanti geografia (Aiig) e professore presso il dipartimento di Geografia umana de “La Sapienza”, non fatica a trovare esempi che dimostrino la scarsa conoscenza dei nostri studenti in materia.
E in futuro sarà sempre peggio.
I nuovi regolamenti della riforma scolastica targati Gelmini – in via di approvazione definitiva nei prossimi giorni – prevedono infatti un drastico ridimensionamento, quando non la cancellazione, della geografia nelle superiori. Mappe e cartine saranno totalmente eliminate negli istituti professionali e in alcuni tecnici, come il vecchio nautico. I licei classici? Sparite le due ore settimanali, peraltro relegate ai soli primi due anni. In futuro la geografia e la storia (sempre due ore) saranno “accorpate”, per un totale di 3 ore in tutto.

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Alunni stranieri? Per la Gelmini non oltre il 30% per classe

Filed under: articoli — scuoleinpiazza @ 3:40 pm
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Intervista a Marco Wong, presidente onorario di Associna

di Matteo Miavaldi

Il ministro Gelmini ha proposto di istituire un tetto massimo del 30% per gli alunni stranieri nelle classi degli istituti scolastici italiani. Cosa ne pensano gli stranieri? Lo abbiamo chiesto a Marco Wong, presidente onorario di Associna, che giovedì 28 gennaio parteciperà ad un’audizione parlamentare dedicata all’istruzione ed all’integrazione, due concetti che il signor Wong incarna perfettamente: nato a Bologna da genitori cinesi nel 1963, ha completato il suo percorso di studi con una laurea in Telecomunazioni al Politecnico di Milano; ha lavorato per Pirelli, TIM, Huawei Technolgies Italia. Oggi vive a Roma e ricopre la carica di presidente di Associna, l’associazione dei cinesi delle seconde generazioni. […]

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assemblea dell’osservatorio territoriale antirazzista gennaio 27, 2010

Mercoledì 26 alle 20:30 in via del Pigneto 22 all’isola Pedonale

all’interno dell’assemblea dell’osservatorio territoriale antirazzista è previsto un primo incontro per condividere l’appello che leggete di seguito e stabilire le prossime mobilitazioni non ricaduta territoriale. Partecipiamo e Diffondete il più possibile a studenti insegnanti e genitori.

Cosa serve alla scuola italiana?
INVESTIMENTI – QUALITÀ – FORMAZIONE

Cosa non serve alla scuola italiana?
NUMERI CHIUSI – TAGLI – PAURA

In questi giorni il ministro Gelmini sta riformando il sistema delle iscrizioni nella scuola italiana, imponendo un tetto del 30% di bambini stranieri nelle classi. Questa disastrosa scelta ci porta verso un peggioramento della situazione che avviene:

  • dopo aver tagliato selvaggiamente posti di lavoro;
  • dopo aver ridotto enormemente il tempo di permanenza dei bambini e dei ragazzi nelle scuole;
  • dopo aver tagliato gli insegnanti di sostegno e lasciato senza assistenza studenti affetti da patologie anche gravi;
  • dopo aver aumentato il numero di alunni per classe rendendo sempre più difficile per studenti e insegnanti il processo educativo;
  • dopo aver cancellato l’apertura pomeridiana degli istituti;
  • dopo aver seminato il caos nell’assegnazione delle supplenze e delle cattedre sui posti vacanti;
  • dopo aver introdotto norme autoritarie e fuori dal tempo;
  • dopo aver varato una riforma della scuola superiore scandalosamente piegata agli interessi di cassa e priva di ogni logica pedagogica e didattica.

Il ministro sostiene ora che occorre differenziare i bambini e i ragazzi a seconda della provenienza geografica dei loro genitori e inserirli quindi in classi geneticamente modificate. Con il provvedimento che introduce il tetto del 30% agli alunni di origine straniera in ogni classe aumenterà  ulteriormente il processo di dismissione della scuola pubblica. Interi istituti chiuderanno o verranno accorpati. Numerose famiglie, indipendentemente dalla loro nazionalità , si troveranno costrette a dover iscrivere i propri figli in scuole anche molto lontane da casa, senza alcun sostegno in termini di servizi aggiuntivi quali il trasporto scolastico: i comuni e le province hanno tagliato anche quello. In questo modo, aumenterò  inevitabilmente l’abbandono scolastico e la dispersione, già  molto alti in Italia. In questo modo, la presenza di differenti culture all’interno delle scuole verrà  ulteriormente criminalizzata.

 

Immigrazione e ambienti di apprendimento: quali metodi d’indagine? gennaio 26, 2010

di Borelli, Iacomini e Mezzetti

Diffidenza e paura nascono, crescono e diventano insormontabili se non si conosce la realtà, se non si cerca di capire e se si è pigri di fronte al nuovo che, irrompendo nel lavoro quotidiano, chiede che qualcosa cambi nella routine scolastica. Docenti, dirigente, personale della scuola F. Di Donato di Roma si sono rimboccati le maniche, fanno ricerca e producono l’innovazione necessaria. Un saggio speciale per Education 2.0.

Una nuova ipotesi di ricerca.

L’inizio e la chiusura dell’anno scolastico costituiscono ormai da tempo un momento in cui si presentano cifre, numeri e statistiche. Tra fine giugno e inizio luglio la riflessione si concentra sui dati relativi agli esiti finali; mentre le cifre di gran lunga più discusse in prossimità dell’inizio della scuola riguardano la quantità di bambini e di ragazzi migranti che saranno presenti nelle nostre aule. Segno dei tempi. Basta, infatti, dare un’occhiata ai documenti ministeriali e ai rapporti Caritas degli ultimi anni per rendersi immediatamente conto che in Italia il fenomeno migratorio, tutt’altro che transitorio, corrisponde a una realtà rispetto alla quale la società civile non riesce a confrontarsi serenamente. Prova ne sia l’esistenza, nei territori con una grande percentuale di popolazione migrante, di realtà scolastiche polarizzate, e cioè di istituti, piuttosto che plessi o classi, frequentati quasi esclusivamente da migranti, a fronte dei quali esistono istituti, plessi o classi frequentate quasi esclusivamente da bambini di cittadinanza italiana.

Un esempio di realtà scolastiche polarizzate nello stesso territorio si trova nel quartiere Esquilino di Roma: nell’Istituto Comprensivo Manin, il plesso Di Donato della scuola primaria, realtà che frequentiamo in qualità di genitori e/o insegnanti, ha 14 classi con un totale di 234 bambini. Di questi 150 non sono cittadini italiani e provengono da 29 differenti paesi del mondo. Quindi, i bambini migranti corrispondono in questo plesso al 64,46%, percentuale unica in tutto il territorio del Primo Municipio. Altro dato importante da rilevare per dare un’immagine della realtà scolastica in cui lavoriamo, è che tra i bambini migranti presenti nella nostra scuola, solo il 19,23% è nato all’estero. Questa percentuale relativamente bassa di bambini che migrano con la propria famiglia dopo la nascita, unita alla presenza nella nostra scuola di alunni con cittadinanza italiana per il rimanente terzo dell’utenza, rende la situazione della Di Donato suscettibile di due diverse interpretazioni. Da un lato tali cifre, se confrontate con le altre realtà scolastiche di quartiere, connotano il plesso come la ‘scuola dei migranti’; dall’altro, considerando come migranti solo il 19,23% che non è nato in Italia, queste stesse cifre connotano la scuola come mista. E questo non solo grazie alla presenza del 35,34% di bambini frequentanti con cittadinanza italiana, ma anche in virtù del fatto che la maggior parte dei bambini con cittadinanza non italiana, nati in Italia e/o residenti fin dalla nascita nel nostro Paese, hanno già frequentato la scuola dell’infanzia del nostro istituto, e quindi arrivano alla scuola primaria già scolarizzati. Possono, insomma, essere considerati a tutti gli effetti come migranti di seconda generazione. […]

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Roma, Municipio I vota contro tetto a stranieri gennaio 22, 2010

Filed under: documentazione — scuoleinpiazza @ 3:08 pm
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Scuola. Roma, Municipio I vota contro tetto a stranieri

22 gennaio 2010

Roma, 22 gen. – Il Consiglio del I Municipio ha votato a maggioranza un ordine del giorno contro l’istituzione del tetto del 30% degli alunni immigrati nella scuola e contro il successivo provvedimento del Comune di Roma che limita al numero di cinque alunni per classe l’inserimento dei bambini nella scuola materna, anche se gli stessi sono nati in Italia. “Tale norma- commenta Letizia Cicconi del Pd- peggiorativa, ove possibile, del decreto ministeriale non tiene conto che il diritto allo studio e’ garantito per tutti, dalla nostra costituzione, e che la composizione eterogenea di una classe scolastica e’ una forma peculiare di biodiversita’ educativa e produce risultati didattici piu’ efficaci”. “Si ritiene che l’equilibrio- continua Cicconi- si ottiene proprio nella programmazione della composizione delle classi come danno fanno alcune scuole di Roma ed in special modo la scuola Di Donato di via Bixio, esempio di integrazione e gestione seria e responsabile dei problemi complessi, grazie ad una direzione competente, ad una dedizione del corpo insegnate e non e ad un gruppo numeroso di genitori sensibili a tali problematiche, e non attraverso l’immissione di tetti numerici che non tengono conto delle specificita’ delle aree interessate, ne dei rapporti sociali e culturali che sono venuti a crearsi negli anni, e non attraverso strumenti punitivi e vessatori che ravvisano anche eccezioni di incostituzionalita’ e che infine che l’autonomia scolastica e’ una legge e che quindi le scuole interessate, saranno certamente in grado di mettere al centro dell’attenzione il bene della collettivita’, contro le tendenze xenofobe e retrive di queste leggi”. “Ci impegneremo- assicura l’esponente Pd- inoltre a vigilare affinche’ nelle scuole non accadano fenomeni espulsivi immotivati; a incrementare con interventi sociali e culturali i bisogni di queste che debbono essere considerate scuole d’eccellenza e non ghetti da costruire; a sostenere il diritto all’autonomia scolastica garantito dalla normativa vigente; ad andare incontro alle richieste dei genitori degli alunni italiani e stranieri che con consapevolezza e serieta’ chiedono la prosecuzione di queste esperienze giudicate ovunque positive proprio per l’impegno del personale direttivo e docente e delle famiglie ed a costruire progetti d’integrazione collegati al territorio, all’inclusione e non all’esclusione, esprimendo un parere negativo circa l’applicazione sul nostro territorio ed in tutti gli istituti scolastici interessati del provvedimenti restrittivo instaurato dal Comune di Roma attraverso l’assessorato alla Scuola”, conclude Letizia Cicconi.

http://www.diregiovani.it/

 

TRENTA PER CENTO: GELMINI SBAGLIA I CONTI

Filed under: articoli — scuoleinpiazza @ 2:19 pm
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di Fiorella Farinelli

L’annuncio, la necessaria correzione, il pattinaggio amministrativo. Ma il messaggio del tetto del 30% agli stranieri in classe è chiaro: quelle ragazze e quei ragazzi sono un problema, un danno da ridurre. Così si ignorano i numeri reali, si calpestano le esperienze concrete e autonome delle
scuole, e si impone un modello di società chiusa.
Segregazione o integrazione? Quale di queste due finalità prevale nella circolare ministeriale che introduce un tetto del 30% alla presenza degli studenti stranieri nelle classi? Il testo, firmato da Mario Dutto, un direttore generale esperto della complessità del tema per aver operato a lungo in Lombardia misurandosi anche con esperimenti contrastati come quello della “scuola araba”, è indubbiamente abile. Un buon esercizio di pattinaggio amministrativo, tra norme di ispirazione inclusiva (come il DPR 394/1999) e intenzionalità politiche di tutt’altro segno. Ma l’ambiguità resta, e con essa i varchi a un utilizzo perverso della nuova regola. […]

Leggi tutto: http://www.scuolaoggi.com/node/5200

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ALUNNI STRANIERI IN QUOTA

di Paolo Manasse

Il ministero dell’Istruzione ha stabilito che il numero di alunni stranieri per classe non dovrà superare il tetto del 30 per cento. Vanno comunque esclusi dal computo i ragazzi che non hanno cittadinanza italiana, ma sono nati in Italia. Un provvedimento anche condivisibile, ma che segue la solita logica dell’annuncio perché la sua applicazione sembra piuttosto complicata. Non sarebbe meglio allora accrescere il numero di insegnanti nelle scuole in difficoltà invece di spendere risorse per trasportare avanti e indietro gli studenti?

Con una circolare inviata l’8 gennaio ai presidi, il ministero dell’Istruzione ha stabilito che il numero di alunni “stranieri” per classe non dovrà superare il tetto del 30 per cento. Il ministro Gelmini ha poi precisato che dal computo vanno esclusi gli alunni nati in Italia, ma privi di cittadinanza italiana, circa il 35 per cento degli “stranieri”. Il fine apparente è quello di evitare che le difficoltà (linguistiche, di apprendimento?) degli stranieri si ripercuotano negativamente sull’apprendimento degli italiani, da un lato, e contemporaneamente facilitare l’integrazione dei ragazzi non italiani.

ANNUNCIO DIFFICILE DA RISPETTARE

Rispetto a una precedente proposta della Lega, le classi separate per gli “stranieri”, questa iniziativa sembra largamente preferibile. Rimane l’impressione che, come per il “processo breve”, ci si limiti a enunciare un obiettivo (fiat scuola!), senza specificare come, e con quali mezzi, attuarlo. In particolare: con quali criteri saranno scelti gli studenti da trasferire? Come verranno finanziati i costi di trasporto? Come si risolveranno i problemi di eccessi o carenze di insegnanti che seguiranno?
I dati del ministero (http://www.pubblica.istruzione.it/mpi/pubblicazioni/index.shtml) mostrano che gli alunni “stranieri”, in crescita costante nell’ultimo decennio, rappresentano circa il 6,4 per cento della popolazione studentesca, si concentrano soprattutto nelle scuole primarie, nel Nord-Est, e raggiungono un picco in Emilia Romagna, con l’11,8 per cento. Esiste poi una forte eterogeneità della presenza di alunni stranieri tra le province italiane, con punte massime nella provincia di Mantova e nei comuni di Prato e Milano (vedi tabella 1). È utile fare un esempio dei problemi di applicazione  […]

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Regolamenti scuole superiori: il parere definitivo approvato oggi dalla VII Commissione della Camera

Filed under: documentazione — scuoleinpiazza @ 1:26 pm
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Link per leggere il parere definitivo approvato oggi dalla VII Commissione della Camera sui Regolamenti per le scuole superiori (parere 132, 133 e 134):

http://parere definitivo