Scuola Di Donato Roma

Il Blog dei genitori ed insegnanti della Scuola Di Donato, Roma.

Più alunni ma in meno classi la scuola riapre affollata agosto 28, 2009

Filed under: articoli — scuoleinpiazza @ 12:51 pm
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E’ il primo bilancio dei tagli decisi da Tremonti e Gelmini
In particolare colpite le sezioni di materne e superiori

di SALVO INTRAVAIA

Più alunni e meno classi. Ecco il primo bilancio delle misure di razionalizzazione imposte al sistema scolastico italiano dal governo Berlusconi. Dopo mesi di previsioni e polemiche, i numeri relativi al cosiddetto organico di fatto (quello reale) possono considerarsi definitivi e confermano che nel corso del 2009/2010 gli insegnanti avranno a che fare con classi più affollate. I segmenti della scuola dell’obbligo, primaria e secondaria di primo grado, sono quelli che ad un incremento di alunni corrisponde ad una contrazione delle classi. Le sezioni (classi) di scuola dell’infanzia e le classi del superiore saranno invece le più affollate in assoluto. […]

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Scuola, “900 euro a studente” Atenei, volano le tasse

Filed under: articoli — scuoleinpiazza @ 12:49 pm
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ROMA – E’ iniziata la corsa agli acquisti di cartelle, astucci, quaderni e libri, ma per i genitori non sarà un periodo facile: per il nuovo anno scolastico le famiglie italiane arriveranno a spendere anche 900 euro per studente. Peggio ancora per chi deve iscrivere i figli all’Università: secondo i dati del Tesoro in cinque anni le tasse sono aumentate del 40%. […]

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TAVOLO REGIONALE PER LA DIFESA DELLA SCUOLA STATALE

Filed under: proposte — scuoleinpiazza @ 12:45 pm
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FIRENZE – VENERDI 28 Agosto ore 16,30 : Riunione del Tavolo Regionale
In vista della ripresa dell’iniziativa politica  per la scuola si è ritenuto opportuno promuovere già un primo incontro  per venerdì 28 agosto  alle ore 16,30 a Firenze presso la sede del Circolo ARCI di via delle Porte Nuove n. 33.
Proposto il seguente odg:
– Iniziativa presso le istituzioni locali (Comuni, Province e Regione ) per un impegno concreto sulle politichre scolastiche e sulle vertenze in atto
– Vertenza sugli organici e blocco licenziamenti ( Contenzioso davanti al TAR e vertenze locali)
– Regolamento sulla valutazione degli alunni
– Insegnamento della religione cattolica e garanzie per una effettiva libertà di scelta
– Convegno la scuola che vogliamo
– Iniziativa sulla PdL Aprea
– Aspetti organizzativi ( Risorse finanziarie, adesioni delle diverse realtà locali, rapporti con le altre regioni per un possibile coordinamento nazionale)
Gli argomenti indicati sono numerosi e tutti urgenti; in questa prima riunione postvacanze si tratta di avere un primo scambio di idee e di definire un programma di lavoro.
**Hanno aderito finora al tavolo regionale: Sinistra per la Costituzione, La Sinistra Firenze, Rifondazione Comunista, PdCI, VERDI, Per un’altra città, Cobas Firenze, Gilda, Pd della Versilia, IdV di Grosseto, Gruppo consiliare reg.le di Sinistra Democratica, Com. di Firenze “Per la scuola della Repubblica”,  Sinistra Unita e Plurale di Firenze ed inoltre i rappresentanti dei Comitati genitori-insegnanti di Firenze, Empoli, Fiesole, Dicomano, Londa,Pontassieve, Scandicci, Sesto Fiorentino, Bagno a Ripoli,Versilia, Prato, Arezzo, Grosseto e Pistoia e M. Luisa Moretti, Assessore P.I. del Comune di Fiesole.

 

Scuola, mensa a rischio per i figli dei clandestini agosto 25, 2009

24 agosto 2009
La Repubblica, Roma
Laura Mari

Sarà difficile garantire i servizi agli scolari con i genitori in via di regolarizzazione. E se arriverà la circolare che chiede agli istituti di segnalare gli irregolari faremo obiezione civile Le mense scolastiche sono a rischio per i figli degli immigrati clandestini. A lanciare l’allarme è Simonetta Salacone, dirigente scolastica dell´istituto Iqbal Masih del quartiere Casilino, che conta tra i suoi iscritti il 15 per cento di alunni stranieri. «Quest´anno molte scuole non saranno in grado di garantire i servizi ai figli di immigrati in via di regolarizzazione – dice la Salacone – sia per l´effetto dei tagli del ministro Gelmini, sia per le nuove norme sulla sicurezza».
Se infatti fino allo scorso anno gli stessi istituti cercavano di sopperire all´impossibilità dei genitori clandestini di chiedere l´esenzione per il pagamento della mensa (non avendo i permessi di soggiorno, infatti, non sono in grado di presentare la documentazione Isee), quest´anno le scuole si trovano a fare i conti con budget ristretti e con la difficoltà a farsi carico dei pagamenti dei servizi per gli immigrati.
«Inoltre, la carenza di insegnanti di sostegno e l´aumento della media di alunni per classe ci impedirà di seguire adeguatamente i bambini stranieri che hanno difficoltà con la lingua italiana e – prosegue la dirigente scolastica dell´Iqbal Masih – in questo modo si rischia di emarginare gli alunni immigrati ritardandone l´integrazione». Resta alta, inoltre, l´allerta in merito alla possibilità che ai presidi delle scuole arrivi la circolare in cui si chiede agli stessi dirigenti di segnalare gli alunni figli di clandestini. «Non sappiamo se arriverà, al momento l´ipotesi è lontana- dice Simonetta Salacone – ma se ci spediranno una circolare del genere, faremo obiezione civile».
La Comunità di Sant´Egidio, intanto «auspica che possa essere data a tutti gli studenti, italiani e stranieri, regolari e irregolari, la possibilità di usufruire a scuola di servizi essenziali come la mensa». Ma allo stesso tempo denuncia le difficoltà che potranno nascere a causa delle nuove norme sulla sicurezza perché, dice Daniela Pompei della Comunità di Sant´Egidio, «ci sono punti pochi chiari e, ad esempio, gli immigrati non regolarizzati potrebbero avere difficoltà ad iscrivere i figli a scuola se nei municipi non sarà loro rilasciato il certificato di nascita o i documenti necessari».

 

Occupato il provveditorato di Agrigento: gli effetti delle bugie della Gelmini.

Filed under: articoli,proteste — scuoleinpiazza @ 3:44 pm
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Centinaia di operatori della scuola, tra insegnanti e personale ATA, non avranno più un lavoro a partire da settembre.
Siamo ad Agrigento, la città di Alfano, una delle province più disastrate d’Italia, dove sarebbe auspicabile potenziare i servizi, anziché distruggerli. L’effetto-Gelmini si è abbattuto con estrema violenza anche qui e il personale ATA si è visto costretto a prendere possesso del provveditorato agli studi, per protestare e chiedere il sacrosanto diritto al lavoro. Sono quasi tutti precari, gli stessi che, nonostante le difficoltà quotidiane per raggiungere scuole lontanissime dalla loro residenza, hanno saputo garantire l’efficienza della scuola pubblica in questa provincia. Sono lavoratori con figli e mutui da pagare. Non è uno scherzo, anche se alla Gelmini, tutto questo, non fa nè caldo, nè freddo. Anzi, secondo la Gelmini il proprio operato è ottimo. Beh, secondo la linea liberticida e fascista del governo lo è senz’altro! Noi dobbiamo sempre tenere presente che quando un ministro di questo governo sostiene la bontà delle proprie idee, sta dicendo la verità, ma è una verità che corrisponde soltanto al loro scriteriato progetto di distruzione dello Stato di diritto.
Noi crediamo che, dopo le proteste dell’Onda, a questo punto, si leveranno quelle più concrete dei lavoratori toccati più direttamente dalla ‘riforma’ Gelmini. Così come sta avvenendo nel campo metalmeccanico (INNSE, Manuli, NOVICO…), anche la scuola sta avendo i suoi ‘eroi fai da te’ (visto che i sindacati latitano). L’occupazione del provveditorato di Agrigento è già un segnale chiaro. Si attende l’effetto emulazione nel resto d’Italia.

http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&file=article&sid=17111

 

Promossi i prof di religione Gelmini se ne frega del Tar

Filed under: articoli — scuoleinpiazza @ 3:41 pm
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di Stefano Milani – ROMA
Promossi i prof di religione Gelmini se ne frega del Tar
Evitato il ricorso: alla ministra basta un regolamento truffa
Non c’è Tar che tenga, il ministro Gelmini l’ha giurato al Vaticano e non intende tirarsi indietro proprio ora, a poche settimane dal primo rintocco di campanella. E non ha bisogno neanche di appellarsi al Consiglio di Stato, il ricorso non è stato ancora presentato diversamente da quanto promesso a caldo per calmare i bollenti spiriti dei vescovi imbufaliti dalla «sentenza scandalo».
Viale Trastevere usa altri metodi. Prima prepara il campo inviando alle varie sedi scolastiche una direttiva in cui consiglia di non applicare quanto deciso dal Tar, poi sferra il colpo finale pubblicando sulla Gazzetta Ufficiale il Regolamento per la valutazione degli alunni. Comportandosi come nulla fosse, come se i giudici non avessero mai emesso quella sentenza. Il Regolamento parla chiaro ed equipara i professori di religione cattolica a tutti gli altri insegnanti in sede di scrutinio finale per l’attribuzione del punteggio per il credito scolastico. Sbugiardando così la sentenza n. 7076 che stabiliva l’esatto contrario, accogliendo le istanze di chi non frequentando l’ora di religione veniva «discriminato» (così viene motivata la sentenza del Tar) e scippato dei crediti formativi utili in sede di esame di Stato.
Ma il ministro Gelmini non ha tempo da perdere e nel polverone alzato nei giorni successivi alla sentenza ha lavorato in gran segreto riuscendo ad ottenere il massimo col minimo sforzo. Per buona pace di chi aveva invocato (e sperato) la laicità dello Stato, i docenti di religione saranno regolarmente al loro posto, chiamati insieme ai colleghi a formare i consigli classe che i primi di settembre svolgeranno gli esami di riparazione. E per buona pace anche di chi, studenti e associazioni laiche e confessioni religiose, si era appellato al Tar affinché annullasse l’ordinanza presentata dall’allora ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni.
«In sede di scrutinio finale – si legge nell’art. 6 del regolamento – il consiglio di classe, cui partecipano tutti i docenti della classe, compresi gli insegnanti di educazione fisica, gli insegnanti tecnico-pratici (…) i docenti di sostegno, nonché gli insegnanti di religione cattolica limitatamente agli alunni che si avvalgono di quest’ultimo insegnamento, attribuisce il punteggio per il credito scolastico di cui all’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323, e successive modificazioni». L’abrogazione dell’articolo 304 del testo unico mette fine anche alle polemiche che si erano levate nei mesi scorsi a seguito della posizione non chiara assunta dal ministero dell’Istruzione. Nella prima bozza del regolamento sulla valutazione, infatti, il Miur aveva esplicitamente deciso di escludere «l’insegnamento della religione cattolica, ai sensi dell’art. 309 del Testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 296 nonché la disciplina relativa all’educazione fisica, ai sensi dell’art. 304 del medesimo Testo unico». Ma evidentemente era uno scherzo. Ora a viale Trastevere hanno cambiato idea.
E contro questa nuova trovata gelminiana si schiera Antonia Sani, coordinatrice dell’Associazione Nazionale per la Scuola della Repubblica e tra le promotrici del ricorso, che si dice «scandalizzata». Il regolamento è «illegittimo – precisa – visto che la sentenza del Tar era del 17 luglio aveva tutto il tempo per modificarlo. Almeno per rispetto di quei giudici che hanno emesso la sentenza». Si tratta di «una consuetudine, fanno sempre così». Non si meraviglia più di tanto Mimmo Pantaleo, segretario della Flc-Cgil, secondo cui «quello di non rispettare le sentenze del Tar è diventata una costante di questo ministro». Prof di religione a parte, viale Trastevere continua ad ignorare altre ordinanze sospensive del tribunale amministrativo. Come quella datata 5 giugno 2009, per cui il Tar del Lazio aveva accolto i ricorsi dei precari contro il decreto con il quale si era stabilito che per l’assegnazione dei posti in cattedra chi avesse fatto domanda in altre province oltre alla sua avrebbe dovuto mettersi in fondo alla lista azzerando il punteggio, consentendo così a tutti quei precari che volessero cambiare provincia l’inserimento «a pettine» (mantenendo cioè lo stesso punteggio in diverse sedi) e non più in coda. Anche in questo caso la Gelmini ha fatto orecchie da mercante impugnando la decisione presso il Consiglio di Stato.
Ma non è tutto. Siamo agli sgoccioli di agosto e non è ancora stata definita l’intesa con l’Inps e le Regioni per applicare il cosiddetto contratto di disponibilità ai precari con incarichi annuali nelle scuole. Se si aggiungono poi i tagli promessi dal ministero (17% in 3 anni), quello che si preannuncia è un anno scolastico a dir poco rovente.

http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/argomenti/numero/20090821/pagina/04/pezzo/257861/